Allenamento prima… del match IULM!

Contributi

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Buon 2010 a tutti!!

Iniziamo quest’anno nuovo appena sbocciato in trasferta: il 12 gennaio saremo allo IULM di Milano!! Un sogno che diventa realtà!

Quale onore per me, studentessa come la gran parte degli ospiti che avremo in campo, ops!, in sala, vestire la maglia dello Speaker!

Mi trasformerò in un vero e proprio attaccante che con grande energia e a piena voce proverà a segnare il secondo  goal nella della mia carriera di Toastmaster!

Vi starete chiedendo : ”Qual è il suo pallone?!?”

Semplice: uno speech di circa sette minuti, ricco d’entusiasmo e frutto di continuo allenamento; proprio così! Anche noi, come i calciatori prima di una partita, facciamo qualche giro di riscaldamento ripetendo davanti lo specchio il nostro discorso.

Nel nostro club si respira davvero un bel clima… ci si diverte tanto e si conoscono sempre nuove realtà,  siamo tutti compagni di “gioco” e a fine partita si va a mangiar una pizza tutti insieme, non è un caso che con tutti, ma proprio tutti, ci si dia del tu!

Il Toastmasters è anche un’occasione per imparare a relazionarsi con chi ha molta più esperienza di noi… un’ opportunità per rubare le migliori strategie per raggiungere il nostro obiettivo.

Riuscire a parlar in pubblico senza sembrare troppo impacciati… controllando i numerosi battiti del cuore nel petto, la forte sudorazione delle mani e l’improvvisa scomparsa di salivazione… in una parola: dominare la tanto temuta ansia!

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Nuovo anno, nessun obiettivo, just join&enjoy

Editoriale

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“Il miglior modo per pre­vedere il futuro è inventarlo”

“Non aspettare il momento opportuno, crealo”

L’inizio del nuovo anno, oltre all’astrologia con i suoi diversi oroscopi porta sempre con sè l’idea di nuovi propositi, nuovi obiettivi.

Per quanto riguarda l’oroscopo ve lo fornisco in anteprima dopo aver consultato le stelle e le fasi lunari:
Per i toastmasters, nel nuovo anno, sono pre­viste interes­santi esperienze e sperimentazioni, i nati sotto il segno troveranno modo di esprimere se stessi e non mancheranno le occasioni per uscire dalla propria zona di comfort dell’anno passato.

Per chi desidera migliorare le proprie abilità, sarà neces­sario tuttavia mettersi in gioco e pre­stare orecchio ai feed-back più interes­santi che provengono dagli altri segni,
soprattutto quelli diversi e in opposizione al vostro.

Improvvisare continuerà a tenervi sulle spine, ma dopo i primi mesi dell’anno troverete  sempre maggiore agio nel creare seguendo il momento e nel rispondere a domande su argomenti a voi sconosciuti.

Verso Febbraio, avrete qualche dubbio se partecipare o meno all’humorous contest, ma se ascolterete il vostro spirito avventuroso alla fine vi divertirete un sacco.

Per i nati nella pre­cedente decade, verso Aprile si apriranno nuove pos­sibilità per sviluppare le proprie capacità di leadership, mentre per i nuovi nel segno comincerà il periodo in cui maggiormente assaporeranno le qualità di questo segno davvero eloquente.

Per coloro il cui ascendente è nel rigore e nella disciplina vi consigliamo di lasciarvi andare maggiormente a guizzi creativi mentre per  tutti coloro che hanno l’ascendente in fase creativa ricordiamo che una maggior pre­parazione e cura dei dettagli darà forza e risalto alle vostre performances.

Per quanto riguarda i nuovi obiettivi, certamente tutti voi ne avrete tanti, sia nella vita privata che in quella lavorativa e l’augurio è, oltre a ricordarveli anche dopo il primo mese dell’anno, di poterli raggiungere tutti. Nel nostro club invece non dovete pre­occuparvi di fis­sare degli obiettivi, l’unico è di partecipare e divertirsi (join&enjoy).

Quindi segnatevi bene i vostri obiettivi per l’anno nuovo mentre ai meetings del toastmaster lasciatevi andare e divertitevi, imparare e migliorarsi saranno gli effetti secondari.

Ivan Ottaviani/ACG
The President

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Si riparte!

9 gennaio 2010 Elena Casti Nessun commento
La parola a...
La parola a…

Cari Colleghi Toastmasters,

si riparte! Dopo una strepitosa chiusura con la serata “Toastmasters Xmas Event & Dinner” al Mamacafè, che ci ha visti impegnati in una performance sul palco, eccoci qui!
Tra breve saremo impegnati in un’altra serata davvero sfidante! Infatti, ci troveremo martedì 12 gennaio 2010 in IULM! Sarà sicuramente un’esperienza davvero unica, non solo per il fatto che ci troveremo in una delle università che pre­para gli specialisti della comunicazione, ma anche perchè avremo un pubblico autentico!
Le stime dei dati di partecipazione che sto valutando in questi giorni, stanno andando oltre ogni più rosea pre­visione e questo mi fa pensare che, con tutta probabilità, riusciremo a riempire l’Aula Seminari che ci è stata concessa!
Per usare un gergo televisivo, andremo in onda in “formato ridotto”, ma sono sicura che sarà comunque un successo grazie all’impegno di tutti noi.
Inoltre, come già anti­cipato, a febbraio ci sarà un contest sul “humorous speech” al quale si spera che molti si iscrivano e che ci pos­sano essere anche tanti ospiti. Sarà un’altra occasione per misurarci con una nuova sfida e scoprire che siamo capaci di coinvolgere e far ridere o sorridere le persone! Quindi… fate attenzione alle pros­sime email della nostra fantastica VP Education, Laura Limitone,  o a quelle del Chairman del Contest, David Crosby… e mettetevi in gioco!
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Sta nascendo un nuovo club Toastmasters a Roma!

23 dicembre 2009 Elena Casti Nessun commento
Notizie
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Grazie al contributo di uno dei nostri fondatori e club member, Giancarlo Ghighia, sta nascendo a Roma un nuovo club Toastmasters che sarà operativo a partire da gennaio 2010!

Il nuovo club si chiama Comteam Toastmasters Club Roma, la sede si trova in Via Bergamo, 43 — 00198 Roma.
Il Comteam Toastmasters Club Roma è  — come il nostro — un community club, è quindi aperto a tutti.
Il Pre­sidente del Club è: Raffaele Galasso.
Coloro che sono interes­sati pos­sono scrivere a: easyclub@toastmasters.it e verranno messi in contatto con il club.

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Valutatrice e valutata

26 novembre 2009 Elena Casti Nessun commento
Contributi

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La prima volta che mi sono ritrovata a effettuare una valutazione ero piuttosto pre­occupata: sarei riuscita a cogliere tutte le sfumature? Sarei stata capace di essere oggettiva e dare allo speaker degli spunti di miglioramento e un incoraggiamento a proseguire?

Si trattava un icebreaker, in quella particolare occasione, ho avuto l’impressione di non essere riuscita a fare granché: la persona che dovevo valutare era in grande difficoltà a causa della sua emotività e il discorso, pur pre­parato, non era stato fluido. Quando mi sono ritrovata a dare il feedback, l’unica cosa che mi sono sentita di fare è stata quella di complimentarmi per il coraggio di aver comunque affrontato una situazione di grande disagio personale, affrontando il discorso in una lingua che non era la sua lingua madre e mi sono concentrata sul soggetto: le sfide che lo speaker aveva affrontato nella vita e nel pre­parare l’icebreaker (e non erano poche). 

Quella persona si era davvero sfidata tanto e ho pensato che il minimo che potessi fare fosse riconoscerle lo sforzo fatto e incoraggiarla a tornare e dare altri discorsi. Purtroppo questo non è avvenuto e per me è stato davvero un dispiacere; avrei voluto seguirne la crescita nel club… 

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Rompere… il ghiaccio!

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Caris­simi colleghi Toastmasters,

Voltando la pagina del calendario siamo giunti a Novembre, è tempo di aggiornamenti…

primo fra tutti, il mio Ice Breaker!

Voglio raccontarvelo con una sola frase: emozione allo stato puro!

Ancora adesso, dopo tre settimane, quando mi capita di rivivere quella straordinaria giornata mi sale un’energia pazzesca!!

E’ proprio vero  che si rompe il ghiaccio… si sale sul “palco” e, per la prima volta, per ben 6 minuti circa, si hanno “cento” occhi che osservano, “cento” orecchie che ascoltano parola per parola… ed ognuna di esse racconta un pezzetto di Martina, ci sono anche un bel po’ di mani che scrivono, su tanti fogli bianchi, la loro impres­sione e tante bocche da cui ricevere numerosi sorrisi, complimenti e incoraggiamenti ma soprattutto punti di miglioramento.

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Performance and leadership

26 novembre 2009 Ivan Ottaviani Nessun commento
Editoriale
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Nel percorso educativo pre­visto dal Toastmaster ci sono due direzioni:

  • quella del Communication track che pre­vede di migliorare le proprie capacità comunicative a partire dal manuale base di 10 discorsi e che pas­sando attraverso le tappe dei manuali avanzati conduce al livello di Advanced Communicator Bronze, Silver e Gold.
  • quella del Leadership track che, anch’essa con l’aiuto di un manuale specifico, porta a sviluppare quelle che sono le capacità di un leader attraverso la valutazione, il coaching, l’organizzazione di eventi, workshop o educational e il servizio al club ricoprendo ruoli nel comitato esecutivo.

La prima pre­occupazione di un nuovo membro è ovviamente dedicata alla performance comunicativa e tutta la sua attenzione è concentrata sul parlare, tuttavia sin dai primi ruoli che ci si trova a ricoprire quali ah counter, timer, etc. si comincia a misurarsi anche con le qualità richieste dal percorso di leadership, dovendo organizzarsi, pre­pararsi, esprimere il proprio intervento, non solo come performance comunicativa ma con l’intento di dare un feed-back importante.

Il primo passo della leadership è verso se stessi, nel guidare se stessi a pre­pararsi e organizzarsi nel ruolo che si è chiamati a svolgere. Da una parte può sembrare molto semplice svolgere ruoli come ah counter e timer, pensando di dover semplicemente dare una banale numerazione, ma in realtà svolgere questi ruoli richiede innanzitutto di capire come vanno svolti, poi di seguire con attenzione il meeting, e dare una valutazione che sia utile e serva a correggersi e migliorare. Se i tempi non sono rispettati è utile capire perché, dove sono avvenuti i ritardi, che pos­sono dipendere dagli speakers che si dilungano oppure da una impostazione poco corretta dell’agenda. Le ripetizioni rilevate dall’ah counter non sono uguali per tutti, qualche speakers si appoggia su mmm….ma altri ripetono magari degli “allora” o dei “vero”. Perché? Per riempire un vuoto di pensiero? per abitudine? Lo ripetono in un determinato momento e in altri no? Cosa è pos­sibile fare per evitare queste ripetizioni. Il campo di osservazione è davvero vasto e il valutatore che osserva e suggerisce compie un lavoro anche per se stesso, evitando di cadere negli stessi errori al suo pros­simo discorso.
E’ molto diverso per uno speaker andare a casa sapendo che ha detto 12 volte ehm! e 3 uh! rispetto a sapere da cosa dipende e cosa può fare per migliorarsi.
Da questi poi, si passa a ruoli più complessi, valutatore, toastmaster of the day, general evaluator, table topic master che richiedono maggiore pre­parazione e organizzazione, capacità di ascolto, di sintesi, di dare feed-back appropriati e adeguati, di planning e gestione degli imprevisti. Tutti questi sono ruoli di leadership più che di performance dove conta dare contenuti e direzione più che fare bella figura retorica.
Se sei nuovo nel club, ricordati che qualunque ruolo stai ricoprendo in quel momento stai lavorando sulla tua capacità comunicativa e di leadership allo stesso tempo e puoi contribuire al successo di un altro fantastico meeting del Toastmaster Milan-Easy club, leading and performing!

Ivan Ottaviani/ACG
The President

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Valutare o essere valutati?

26 novembre 2009 Elena Casti Nessun commento
La parola a...

La parola a…

Cari Colleghi Toastmasters,

questo mese parliamo di valutazione! E’ più importante valutare, o essere valutati? Ai posteri l’ardua sentenza… Nel percorso di Competent Communicator, all’inizio la valutazione ha un suo peso specifico molto importante. Dalle parole del nostro Evaluator, dai fogli di valutazione compilati da club members e ospiti, dipende l’esito del nostro discorso e anche… il nostro cammino. Una valutazione troppo “soft” può non farci vedere punti di miglioramento che sarebbe opportuno prendere in considerazione; al contrario, una valutazione troppo “rude” e incentrata su ciò che — secondo il nostro valutatore — è andato male o non è piaciuto, può farci perdere la voglia di continuare a sperimentarci e decidere di lasciare il club…

Qual è allora la valutazione efficace? L’ho appena appreso nel corso del workshop “The art of effective evaluation” tenuto da Francesco Campironi,  nostro club member senior, che si è svolto al Grand Hotel Puccini lo scorso 17 novembre.

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I miei primi passi nel Club…

15 ottobre 2009 Martina Semeraro 1 commento

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Caris­simi Colleghi Toastmasters…

È con grande entusiasmo, che posso iniziare a dare questo mio primis­simo contributo alla newsletter del Toastmasters Milan-easy Club!!!

Ora, tutti nel team sono miei compagni di viaggio: — è un Frizzante, Entusiasmante, Coinvolgente, Adrenalinico cammino quello che ho appena cominciato…posso davvero dire che sto muovendo i miei primi passi!

Ho scoperto l’ebbrezza e soprattutto l’ansia del momento “più atteso” di tutte le serate — Il Table Topic -  improvvisazione allo stato puro!! Ricordo ancora quei due momenti come se li stessi vivendo adesso: avevo una “paura folle” di sentire il mio nome, Martina…ma poi appena lo sentii, tutto questo timore si trasformò in energia e decisi, in pochi istanti, di mettercela tutta…e toccare con mano, come si pos­sono abbattere i nostri limiti. Mi alzo in piedi e — nel primo incontro — inizio ad interpretare quella frase, Pas­sione Marrone, — mentre nel secondo — inizio a praticare il Gibberish, il linguaggio dei bambini quando ancora non sanno parlare.

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“Yes-butter” o “Why-notter” ?

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“La vita è adesso” era una canzone di Claudio Baglioni qualche anno fa (ok, diversi anni fa !).

La stessa frase me la sono risentita in testa, qualche settimana fa, quando il nostro Pre­sidente Ivan Ottaviani mi ha proposto di ricoprire il ruolo di General Evaluator, in uno dei succes­sivi meeting del nostro Club Toastmaster.

Il General Evaluator, lo dice la parola stessa, dà il feedback su come si è svolto l’incontro nel suo complesso, sottolineando cosa è stato fatto bene e che cosa può essere fatto meglio; inoltre fornisce il suo supporto ad un team di valutatori, che invece danno il feedback su aspetti specifici del meeting quali uno speech, il rispetto del tempo a disposizione o l’uso della lingua italiana o inglese.

Tornando al titolo, da iniziale “Yes-butter” mi sono prima detto:”Si, mi piacerebbe farlo, ma è impegnativo, ho un sacco di altre cose da fare, è tanto che non vado a trovare i miei nipotini (non è vero !), ecc…”, cercando tutta una serie di scuse (gli inglesi la chiamano “the e-word”) per non fare il General Evaluator.

Poi mi sono detto: “Franco, la vita è adesso: il Club ha fatto tanto per te, adesso puoi fare qualcosa tu !”

Così ho accettato il ruolo e, devo dire, è stato esaltante, per tutta una serie di motivi.

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