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Posts Tagged ‘valutazione’

The only true disability is a crushed spirit

20 aprile 2010 Elena Casti Nessun commento

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Con­tri­buti


Que­sto con­tri­buto ci è stato dato da Anto­nio Paino — nostro Sar­geant at Arms — nel corso di una delle nostre serate. Anto­nio, quella sera, rico­priva il ruolo di Gene­ral Eva­lua­tor e ci ha letto il pezzo che vi riporto nel corso del momento di chiu­sura della ses­sione di valu­ta­zione. Il brano è tratto da un discorso di Aimee Mul­lins, vin­ci­trice delle Para­o­lim­piadi nel 1996, per TED.com nell’ottobre 2009

“A spi­rit that has been cru­shed, it doesn’t have hope, it doesn’t see beauty. It no lon­ger has our natu­ral child-like curio­sity and our innate abi­lity to ima­gine. If, instead, we can bol­ster a human spi­rit to keep hope, to see beauty in them­sel­ves and others to be curious and ima­gi­na­tive, then we are truly using our power well. When a spi­rit has those qua­li­ties we are able to create new rea­li­ties and new ways of being.”

Per poter gustare tutto il discorso di Aimee Mul­lins, ecco il link:

The oppor­tu­nity of adversity

Ascolto/Listening Skills

Editoriale

Edi­to­riale

Nei nostri mee­ting, poi­ché si tratta di un club di public spea­king l’enfasi mag­giore è posta sul par­lare e sulla capa­cità di espri­mere in maniera chiara ed effi­cace il pro­prio pen­siero. Ad ogni incon­tro abbiamo una spea­king ses­sion con 3 – 4 ora­tori e una ses­sione di improv­vi­sa­zione che coin­volge la mag­gior parte dei pre­senti, a cui seguono gli inter­venti dei valu­ta­tori e di chi con­duce il mee­ting. Tut­ta­via, par­lare non è la sola abi­lità che si ha occa­sione di pra­ti­care nel nostro club.

Se il par­lare è l’immagine che balza agli occhi a prima vista, l’ascolto ne è il costante sfondo e cor­nice.
Come sfondo la capa­cità di ascol­tare è meno evi­dente, meno spet­ta­co­lare e spesso pur­troppo più tra­scu­rata. In par­ti­co­lare si comin­cia a lavo­rare su que­ste capa­cità dal momento in cui si rico­pre un ruolo di valu­ta­zione. Il valu­ta­tore ascolta l’oratore con orec­chio cri­tico cer­cando di indi­vi­duarne punti forti e punti di miglio­ra­mento. Deve ascol­tare il con­te­nuto di ciò che viene detto, coglierne la strut­tura e allo stesso tempo ascol­tare il lin­guag­gio del corpo, le pause, la voce dell’oratore. Nell’indicare i punti di miglio­ra­mento deve essere in grado di per­ce­pire quello che manca, quello che non si vede, quello che avrebbe potuto essere. A tutto que­sto segue una sin­tesi di quanto ascol­tato che deve indi­riz­zare come feed-back in modo appro­priato all’oratore tenendo conto di che tipo di per­sona si tratta, se timida e di con­se­guenza più biso­gnosa di inco­rag­gia­mento oppure più esperta e quindi capace di rice­vere una valu­ta­zione più diretta. Dare la pro­pria valu­ta­zione per iscritto ai 3 – 4 spea­kers della serata signi­fica essere pre­senti total­mente nei 5 – 7 minuti in cui stanno par­lando, senza distrarsi e con­cen­trando la pro­pria atten­zione nel cer­care di cogliere quanto detto sopra per poi darne sintesi.

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La mia prima esperienza con la valutazione

24 febbraio 2010 Angelo Mascaro Nessun commento
Contributi
Con­tri­buti

Quando ero all’università, il momento più bello di ogni corso era quello dell’esame. L’atleta si allena anni per gareg­giare alle olim­piadi ed ambi­sce a salire sul podio. Lo stu­dente segue le lezioni, stu­dia, dedica molto tempo ad impa­rare e dopo tanto lavoro merita anche lui il suo pre­mio. L’esame per me era quel pre­mio: il rico­no­sci­mento del mio impe­gno. Certo, si affronta la prova con ansia ed un po’ di paura, ma si guarda all’obiettivo e si dà il mas­simo per poter indos­sare la meda­glia intorno al collo. La meda­glia, per lo stu­dente, è il bel voto sul libretto.

Ana­lo­ga­mente, a Toast­ma­sters vivo il momento della valu­ta­zione come la ricom­pensa per lo sforzo soste­nuto. È dif­fi­cile tro­vare le parole per descri­vere il pia­cere che ho pro­vato a leg­gere le valu­ta­zioni del mio ice brea­ker. Sap­piate che è stato bel­lis­simo e, cari col­le­ghi Toast­ma­sters, voglio rin­gra­ziarvi tutti di cuore. Ognuno di voi ha saputo cogliere qual­cosa di diverso, ha saputo inco­rag­giarmi e con­si­gliarmi, ma soprat­tutto da mol­tis­simi di voi ho rice­vuto un gran­dis­simo pre­mio: aver rico­no­sciuto alcune delle qua­lità che per me è impor­tante pos­se­dere. Voi, che mi cono­sce­vate da poco tempo, mi avete fatto un grande dono e di que­sto voglio ringraziarvi.

Venerdì scorso, sulla mia bacheca di Face­book, il mio alter ego vir­tuale “Esprime gra­ti­tu­dine per le oppor­tu­nità che la vita gli offre e per le per­sone che mette sul suo cam­mino.” Bene, amici, quelle per­sone siete pro­prio voi: sono felice di avervi incontrato.

Angelo Mascaro
Club Member 

Public speaking, parliamone…

24 febbraio 2010 Elena Casti Nessun commento
Testimonianze, interviste e feedback

“Scrivo a poche ore dalla mia par­te­ci­pa­zione al 9° incon­tro Toast­ma­sters tenu­tosi ieri presso lo IULM di Milano.

Mai par­te­ci­pa­zione è stata più casuale: ricevo un invito via Face­book dall’amico Prof. Mau­ri­zio Goetz, che ovvia­mente rin­gra­zio per l’opportunità.
Leggo al volo il tema Toast­ma­sters — Public Spea­king e lo inse­ri­sco nel mio calen­da­rio (mi dico magari curano la mia “logor­rea”).

Ieri sera arrivo lungo ma mi rendo conto che ho lo spa­zio per par­te­ci­parvi e ci vado.

Entro di con­se­guenza in ritardo nell’Aula Semi­nari e trovo una ricca pla­tea con un eccel­lente ora­tore che da ampio sfog­gio delle sue capacità.

In un atteg­gia­mento un po’ snob ascolto e intanto invio delle mail (reali urgenze figlie di tele­fo­nate rice­vute minuti prima).

L’evoluzione dell’evento prende il soprav­vento sulla mia atten­zione che ora è con­cen­trata sulla par­te­ci­pa­zione e al back-up con i miei imman­ca­bili appunti.

Non c’è nulla di uni­di­re­zio­nale, non c’è un atteg­gia­mento da didat­tica clas­sica: coin­vol­gono il pubblico.

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Nuovo anno, nessun obiettivo, just join&enjoy

Editoriale

Edi­to­riale

“Il miglior modo per pre­ve­dere il futuro è inventarlo”

“Non aspet­tare il momento oppor­tuno, crealo”

L’inizio del nuovo anno, oltre all’astrologia con i suoi diversi oro­scopi porta sem­pre con sè l’idea di nuovi pro­po­siti, nuovi obiettivi.

Per quanto riguarda l’oroscopo ve lo for­ni­sco in ante­prima dopo aver con­sul­tato le stelle e le fasi lunari:
Per i toast­ma­sters, nel nuovo anno, sono pre­vi­ste inte­res­santi espe­rienze e spe­ri­men­ta­zioni, i nati sotto il segno tro­ve­ranno modo di espri­mere se stessi e non man­che­ranno le occa­sioni per uscire dalla pro­pria zona di com­fort dell’anno passato.

Per chi desi­dera miglio­rare le pro­prie abi­lità, sarà neces­sa­rio tut­ta­via met­tersi in gioco e pre­stare orec­chio ai feed-back più inte­res­santi che pro­ven­gono dagli altri segni,
soprat­tutto quelli diversi e in oppo­si­zione al vostro.

Improv­vi­sare con­ti­nuerà a tenervi sulle spine, ma dopo i primi mesi dell’anno tro­ve­rete  sem­pre mag­giore agio nel creare seguendo il momento e nel rispon­dere a domande su argo­menti a voi sconosciuti.

Verso Feb­braio, avrete qual­che dub­bio se par­te­ci­pare o meno all’humorous con­test, ma se ascol­te­rete il vostro spi­rito avven­tu­roso alla fine vi diver­ti­rete un sacco.

Per i nati nella pre­ce­dente decade, verso Aprile si apri­ranno nuove pos­si­bi­lità per svi­lup­pare le pro­prie capa­cità di lea­der­ship, men­tre per i nuovi nel segno comin­cerà il periodo in cui mag­gior­mente assa­po­re­ranno le qua­lità di que­sto segno dav­vero eloquente.

Per coloro il cui ascen­dente è nel rigore e nella disci­plina vi con­si­gliamo di lasciarvi andare mag­gior­mente a guizzi crea­tivi men­tre per  tutti coloro che hanno l’ascendente in fase crea­tiva ricor­diamo che una mag­gior pre­pa­ra­zione e cura dei det­ta­gli darà forza e risalto alle vostre performances.

Per quanto riguarda i nuovi obiet­tivi, cer­ta­mente tutti voi ne avrete tanti, sia nella vita pri­vata che in quella lavo­ra­tiva e l’augurio è, oltre a ricor­dar­veli anche dopo il primo mese dell’anno, di poterli rag­giun­gere tutti. Nel nostro club invece non dovete pre­oc­cu­parvi di fis­sare degli obiet­tivi, l’unico è di par­te­ci­pare e diver­tirsi (join&enjoy).

Quindi segna­tevi bene i vostri obiet­tivi per l’anno nuovo men­tre ai mee­tings del toast­ma­ster lascia­tevi andare e diver­ti­tevi, impa­rare e miglio­rarsi saranno gli effetti secondari.

Ivan Ottaviani/ACG
The President

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