<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Toastmasters Italia &#187; valutatore</title>
	<atom:link href="http://www.toastmasters.it/tag/valutatore/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.toastmasters.it</link>
	<description>Non solo public speaking!</description>
	<lastBuildDate>Wed, 23 Jun 2010 19:08:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Spettatori o Protagonisti?</title>
		<link>http://www.toastmasters.it/2010/06/23/spettatori-o-protagonisti/</link>
		<comments>http://www.toastmasters.it/2010/06/23/spettatori-o-protagonisti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 19:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan ottaviani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[ah counter]]></category>
		<category><![CDATA[grammarian]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[speaker]]></category>
		<category><![CDATA[table topic]]></category>
		<category><![CDATA[valutatore]]></category>
		<category><![CDATA[zona di comfort]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.toastmasters.it/?p=582</guid>
		<description><![CDATA[Anni fa, dopo aver partecipato alla mia prima riunione come ospite del Toastmaster club, ero entusiasta di aver trovato un gruppo che dava l’opportunità di fare pratica nel public speaking e soprattutto, essendo allora l’unico club in Italia, che fosse &#8230; <a href="http://www.toastmasters.it/2010/06/23/spettatori-o-protagonisti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_110" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img src="http://www.toastmasters.it/wp-content/uploads/2009/09/editoriale-150x150.jpg" alt="Editoriale" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-110" /><p class="wp-caption-text">Editoriale</p></div> Anni fa, dopo aver partecipato alla mia prima riunione come ospite del Toastmaster club, ero entusiasta di aver trovato un gruppo che dava l’opportunità di fare pratica nel public speaking e soprattutto, essendo allora l’unico club in Italia, che fosse anche nella mia città!  La serata era stata particolarmente interessante e gli oratori che avevo ascoltato erano stati eccellenti. Mi chiedevo se sarebbe valsa la pena iscriversi subito o se non sarebbe stato meglio osservare ancora dal di fuori per qualche tempo. Scelsi di iscrivermi subito perché avevo voglia di partecipare anche io ed al più presto. Visto che avevo voglia di buttarmi nell’arena, mi dissi: “perché aspettare?” Fu una buona decisione e cominciai subito a svolgere dei ruoli.<br />
Ogni ruolo, che fosse ah counter, grammarian, valutatore o speaker presentava una nuova sfida.<br />
Ricoprire un ruolo diverso ad ogni riunione  richiedeva attenzione e concentrazione ed era adrenalinico. Quei primi mesi fu come “surfare”  sull’onda di diversi discorsi e da un ruolo all’altro. Poi, capitò che per un meeting o due tutti i ruoli erano già coperti e se non venivo chiamato a rispondere al table topic (la sessione di improvvisazione) rimanevo semplice spettatore e curioso osservatore delle novità che ogni meeting, di volta in volta, presentava.<br />
Il fatto è che due o tre meeting da spettatore rischiano di metterti in una zona di tranquillità e pigrizia che ti inghiotte a poco a poco. Il Toastmasters non è fatto per essere spettatori. La partecipazione ad un meeting dà un effettivo vantaggio solo se si è coinvolti, se si partecipa in qualche modo e se ci si mette in gioco. Quando compresi che rimanere spettatori dava “tranquillità”, ma svolgere un ruolo dava una ricompensa maggiore presi la decisione di non rifiutare mai un ruolo e di cogliere ogni occasione per mettermi alla prova. Fu una buona decisione.<br />
Fare, sbagliare, apprendere, sperimentare. Le opportunità che dà il Toastmasters. Ero pronto a fare e sbagliare e a prendermi la ricompensa. Ad un certo punto avevo invertito il “trend vizioso” della tranquillità e della pigrizia. Se facevo e sbagliavo qualcosa ero comunque soddisfatto di quello che avevo imparato e del feed-back che avevo ricevuto. Se rimanevo spettatore, tornavo a casa tranquillo, ma insoddisfatto.<br />
Adesso mettermi in gioco e commettere degli errori mi dava tranquillità, rimanere nella mia zona di comfort mi agitava perché mi sembrava di perdere tempo.<br />
Compresi che la decisione di mettersi in gioco è una decisione che si prende una volta sola e non di volta in volta. Di volta in volta si rischia di ritrattare o di tornare indietro, invece una volta presa la decisione di partecipare in prima persona, non c’è più bisogno di pensarci e tutto si svolge in automatico. Da allora in poi, quando il VP Education chiedeva chi avrebbe voluto fare un discorso al prossimo meeting, la mia mano, senza pensare, si alzava veloce come quella di un cow-boy in un duello.<br />
Conoscevo i rischi, conoscevo la ricompensa. Fu una buona decisione.</p>
<p>Ivan Ottaviani/ACG<br />
The President</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.toastmasters.it/2010/06/23/spettatori-o-protagonisti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Valutare o essere valutati?</title>
		<link>http://www.toastmasters.it/2009/11/26/valutare-o-essere-valutati/</link>
		<comments>http://www.toastmasters.it/2009/11/26/valutare-o-essere-valutati/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:35:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena casti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[competent communicator]]></category>
		<category><![CDATA[valutatore]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione efficace]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.toastmasters.it/?p=281</guid>
		<description><![CDATA[Cari Colleghi Toastmasters, questo mese parliamo di valutazione! E&#8217; più importante valutare, o essere valutati? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza&#8230; Nel percorso di Competent Communicator, all&#8217;inizio la valutazione ha un suo peso specifico molto importante. Dalle parole del nostro Evaluator, dai &#8230; <a href="http://www.toastmasters.it/2009/11/26/valutare-o-essere-valutati/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_105" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-105" src="http://www.toastmasters.it/wp-content/uploads/2009/07/la_parola_a-150x150.jpg" alt="La parola a..." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">La parola a...</p></div>
<p style="text-align: justify">Cari Colleghi Toastmasters,</p>
<p style="text-align: justify">questo mese parliamo di valutazione! E&#8217; più importante valutare, o essere valutati? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza&#8230; Nel percorso di Competent Communicator, all&#8217;inizio la valutazione ha un suo peso specifico molto importante. Dalle parole del nostro Evaluator, dai fogli di valutazione compilati da club members e ospiti, dipende l&#8217;esito del nostro discorso e anche&#8230; il nostro cammino. Una valutazione troppo &#8220;soft&#8221; può non farci vedere punti di miglioramento che sarebbe opportuno prendere in considerazione; al contrario, una valutazione troppo &#8220;rude&#8221; e incentrata su ciò che &#8211; secondo il nostro valutatore &#8211; è andato male o non è piaciuto, può farci perdere la voglia di continuare a sperimentarci e decidere di lasciare il club&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Qual è allora la valutazione efficace? L&#8217;ho appena appreso nel corso del workshop &#8220;The art of effective evaluation&#8221; tenuto da Francesco Campironi,  nostro club member senior, che si è svolto al Grand Hotel Puccini lo scorso 17 novembre.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-281"></span>Una valutazione efficace é:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>È genuina</li>
<li>Rileva i punti di forza</li>
<li>Rileva i miglioramenti fatti dallo speaker nel suo percorso</li>
<li>È motivante</li>
<li>Evita qualsiasi giudizio valoriale</li>
<li>Offre delle indicazioni o spunti di ulteriore miglioramento</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">E accresce l’autostima dello speaker spingendolo a migliorare sempre, innescando la sua voglia di essere a sua volta un valutatore!</p>
<p style="text-align: justify">Maria Elena Casti<br />
<em>VP Public Relations</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.toastmasters.it/2009/11/26/valutare-o-essere-valutati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
