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	<title>Toastmasters Italia &#187; valutare</title>
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	<description>Non solo public speaking!</description>
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		<title>Valutatrice e valutata</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena casti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[La prima volta che mi sono ritrovata a effettuare una valutazione ero piuttosto preoccupata: sarei riuscita a cogliere tutte le sfumature? Sarei stata capace di essere oggettiva e dare allo speaker degli spunti di miglioramento e un incoraggiamento a proseguire? Si &#8230; <a href="http://www.toastmasters.it/2009/11/26/valutatrice-e-valutata/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_214" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-214" src="http://www.toastmasters.it/wp-content/uploads/2009/10/contributi_1-150x150.jpg" alt="Contributi" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Contributi</p></div>
<p style="text-align: justify">La prima volta che mi sono ritrovata a effettuare una valutazione ero piuttosto preoccupata: sarei riuscita a cogliere tutte le sfumature? Sarei stata capace di essere oggettiva e dare allo speaker degli spunti di miglioramento e un incoraggiamento a proseguire?</p>
<p style="text-align: justify">Si trattava un icebreaker, in quella particolare occasione, ho avuto l&#8217;impressione di non essere riuscita a fare granché: la persona che dovevo valutare era in grande difficoltà a causa della sua emotività e il discorso, pur preparato, non era stato fluido. Quando mi sono ritrovata a dare il feedback, l&#8217;unica cosa che mi sono sentita di fare è stata quella di complimentarmi per il coraggio di aver comunque affrontato una situazione di grande disagio personale, affrontando il discorso in una lingua che non era la sua lingua madre e mi sono concentrata sul soggetto: le sfide che lo speaker aveva affrontato nella vita e nel preparare l&#8217;icebreaker (e non erano poche). </p>
<p style="text-align: justify">Quella persona si era davvero sfidata tanto e ho pensato che il minimo che potessi fare fosse riconoscerle lo sforzo fatto e incoraggiarla a tornare e dare altri discorsi. Purtroppo questo non è avvenuto e per me è stato davvero un dispiacere; avrei voluto seguirne la crescita nel club&#8230; </p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-283"></span>Anche  quando si è valutati non è semplice: il 10 novembre scorso, ho affrontato il  7° discorso del manuale di Competent Communication: il titolo del progetto era &#8220;Research your topic&#8221;. Avevo deciso di parlare del volontariato e della mia esperienza personale in quell&#8217;ambito.</p>
<p style="text-align: justify">Ho fatto la mia bella ricerca su internet e anche in ABIO, l&#8217;associazione di volontariato di cui faccio parte da un anno. Poichè però le cifre a me vanno strette e non avevo nessuna voglia di fare un mero elenco di numeri e statistiche, come in tutti gli altri discorsi che ho finora affrontato, ho deciso di dare un taglio molto personale al progetto.</p>
<p style="text-align: justify">Una volta pronto il discorso, come avevo già fatto per i 6 precedenti, ho inviato il mio pezzo a Ivan Ottaviani &#8211; che è stato il mio mentor &#8211; chiedendo un feedback con una sensazione di disagio e una domanda di sottofondo che non mi abbandonavano: avevo davvero centrato l&#8217;obiettivo? La risposta di Ivan non si è fatta attendere e il mio dubbio non si era affatto dissipato, anzi! Ormai era tardi per cambiare il discorso e così mi sono presentata rassegnata alla possibilità che il mio valutatore mi dicesse: &#8220;Non hai centrato l&#8217;obiettivo, lo speech è da rifare&#8221; invece&#8230; non è andata così.</p>
<p style="text-align: justify">Anche se l&#8217;inizio del discorso poteva sembrare fuorviante rispetto al suo dipanarsi, in realtà la ricerca è emersa pur inserita nelle pieghe della &#8220;narrazione&#8221; e &#8211; alla fine &#8211; ho scoperto che ero riuscita a centrare l&#8217;obiettivo per il rotto della cuffia!</p>
<p style="text-align: justify">Come ho vissuto la mia valutazione? Bene. Ho ottenuto spunti interessanti sia dal mio valutatore, sia da coloro che mi hanno consegnato i fogli di valutazione compilati; sono tutti spunti che mi saranno utili per la preparazione del prossimo progetto: &#8220;Get comfortable with Visual Aids&#8221;&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Intanto, non vedo l&#8217;ora di svolgere per la prima volta il ruolo di General Evaluator. Sarò all&#8217;altezza?</p>
<p style="text-align: justify">Maria Elena Casti<br />
<em>VP Public Relations</em></p>
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		<title>“Yes-butter” o “Why-notter” ?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 17:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco pieracci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
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		<category><![CDATA[attenzione]]></category>
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		<description><![CDATA[“La vita è adesso” era una canzone di Claudio Baglioni qualche anno fa (ok, diversi anni fa !). La stessa frase me la sono risentita in testa, qualche settimana fa, quando il nostro Presidente Ivan Ottaviani mi ha proposto di &#8230; <a href="http://www.toastmasters.it/2009/10/15/%e2%80%9cyes-butter%e2%80%9d-o-%e2%80%9cwhy-notter%e2%80%9d/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_214" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-214" src="http://www.toastmasters.it/wp-content/uploads/2009/10/contributi_1-150x150.jpg" alt="Contributi" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Contributi</p></div>
<p style="text-align: justify">“La vita è adesso” era una canzone di Claudio Baglioni qualche anno fa (ok, diversi anni fa !).</p>
<p style="text-align: justify">La stessa frase me la sono risentita in testa, qualche settimana fa, quando il nostro Presidente Ivan Ottaviani mi ha proposto di ricoprire il ruolo di General Evaluator, in uno dei successivi meeting del nostro Club Toastmaster.</p>
<p style="text-align: justify">Il General Evaluator, lo dice la parola stessa, dà il feedback su come si è svolto l’incontro nel suo complesso, sottolineando cosa è stato fatto bene e che cosa può essere fatto meglio; inoltre fornisce il suo supporto ad un team di valutatori, che invece danno il feedback su aspetti specifici del meeting quali uno speech, il rispetto del tempo a disposizione o l’uso della lingua italiana o inglese.</p>
<p style="text-align: justify">Tornando al titolo, da iniziale “Yes-butter” mi sono prima detto:”Si, mi piacerebbe farlo, ma è impegnativo, ho un sacco di altre cose da fare, è tanto che non vado a trovare i miei nipotini (non è vero !), ecc&#8230;”, cercando tutta una serie di scuse (gli inglesi la chiamano “the e-word”) per non fare il General Evaluator.</p>
<p style="text-align: justify">Poi mi sono detto: “Franco, la vita è adesso: il Club ha fatto tanto per te, adesso puoi fare qualcosa tu !”</p>
<p style="text-align: justify">Così ho accettato il ruolo e, devo dire, è stato esaltante, per tutta una serie di motivi.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-211"></span>Fare il General Evaluator richiede un livello di attenzione più alto del solito e questo mi ha permesso di apprezzare ancora di più la serata, dalla fantasmagorica introduzione dei numerosi ospiti da parte del Ivan alla straordinaria presentazione degli speaker fatta da Maria Elena, dagli interessantissimi discorsi preparati di Maurizio, Francesco e Guido allo spettacolare (e da Manuale) Table Topics di Giorgio.</p>
<p style="text-align: justify">Fino alla fase di valutazione, in cui gli altri “<em>Why-notter</em>” Laura, Tony, Ivan, Ana, Roberto, Martina e Laura hanno dato il meglio di sè nel loro ruolo: sono riusciti a dare feedback costruttivi agli speaker, stimolandoli a migliorare ed incoraggiandoli nel percorso di sviluppo delle loro competenze come Public Speaker.</p>
<p style="text-align: justify">Una mia personale nota di merito a Laura, Roberto, Martina ed ancora a Laura che ricoprivano per la primissima volta (o quasi) un ruolo così importante nell’ambito del meeting. E che sono stati veramente bravi !</p>
<p style="text-align: justify">PS: sapreste riconoscere, appena apre bocca, “Yes-butter” o “<em>Why-notter</em>” ?</p>
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