
Contributi
Cari amici,
La partita in trasferta allo IULM si è conclusa!!
Vi starete chiedendo: “L’attaccante Martina avrà segnato il suo secondo goal?!”
Eccomi pronta “in sala stampa” a raccontarvi la mia moviola!
Tutto era pronto… ottimo clima, un buon prato e un tifo da stadio, avevo con me anche i miei piccoli portafortuna che desideravo diventassero i protagonisti di quei sette importanti minuti; un caro libro d’infanzia — il Piccolo Principe — e due piantine di rosa: la prima appena sbocciata e la seconda quasi in fiore.
Grazie a loro volevo trasmettere la gioia dell’amicizia con la A maiuscola… per la quale s’impara ad “innaffiare, riparare e ascoltare” il proprio amico ogni giorno.
Arriva il momento! Volevo scendere in campo e dare il meglio di me… come se stessi per calciare il mio calcio di rigore, proprio così: perché sentivo tutta l’attesa della sala che desiderava ascoltare il discorso.
Il pallone era lì, davanti a me… prendo la rincorsa e… corro spedita pronta a fare goal!
Non c’erano né la porta né il portiere eppure, giunto il pallone, mi sono fermata; il tanto temuto blackout è arrivato: vengo parata dall’ansia e dalla memoria che mi bloccano a tirare fuori l’energia e la voglia che avevo di fare centro nel cuore di tutti gli spettatori.
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Editoriale
E’ appena terminato il meeting Toastmasters in IULM, è stata una bella riunione, il table topic ha coinvolto anche gli ospiti, gli speakers hanno dato discorsi interessanti, sfidandosi con un nuovo obiettivo richiesto dal manuale e hanno cercato di migliorare ulteriormente le loro abilità nel parlare di fronte ad un pubblico. Prima di chiudere l’incontro, come faccio di solito, chiedo un feed-back agli ospiti. Un ragazzo chiede sicuro la parola, si alza in piedi e commenta:- “Sì è stato molto interessante, ma…non so, ho trovato che ci fosse qualcosa di artificioso!”
Non è la prima volta che un ospite esprime un commento di questo tipo, con il timore di perdere la spontaneità ed è per questo che vorrei dare una risposta a questo annoso ed amletico dubbio che a volte tormenta chi ci fa visita.
Il nostro club è una palestra. Lo ripetiamo in continuazione perché questo è l’incredibile vantaggio e il punto di forza del Toastmasters. Una palestra non è l’arena di competizione, è il luogo dove ci si allena, dove si fa pratica, dove si sperimenta. Si ripetono sempre gli stessi movimenti o se ne imparano di nuovi mai esercitati e lo si fa finché non vengono bene.
Anche se facciamo di tutto per avere riunioni di qualità, oratori interessanti e sempre più preparati, non è nostra prima intenzione dimostrare quanto siamo bravi; questo aspetto è del tutto secondario. Prima di tutto la palestra: un luogo dove chi non ha mai parlato in pubblico può permettersi di farlo per la prima volta anche se trema come una foglia, anche se si interromperà e poi riprenderà con un grosso sospiro e quando avrà terminato riceverà un applauso di incoraggiamento. Nel secondo e terzo discorso farà sicuramente meglio e comincerà a migliorare alcuni aspetti del suo parlare in pubblico. Se prima guardava per terra, ora userà il contatto visivo, magari un po’ troppo o a scatti come il periscopio di un sottomarino. Se prima si stringeva nervosamente le mani, ora le muoverà mentre parla anche se magari ancora come un “robottino”. E così via per tutte le altre tecniche che si apprendono e che con la pratica diventeranno sempre più fluide, sempre più integrate, tanto che la persona non dovrà neppure pensarci.
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Contributi
Buon 2010 a tutti!!
Iniziamo quest’anno nuovo appena sbocciato in trasferta: il 12 gennaio saremo allo IULM di Milano!! Un sogno che diventa realtà!
Quale onore per me, studentessa come la gran parte degli ospiti che avremo in campo, ops!, in sala, vestire la maglia dello Speaker!
Mi trasformerò in un vero e proprio attaccante che con grande energia e a piena voce proverà a segnare il secondo goal nella della mia carriera di Toastmaster!
Vi starete chiedendo : ”Qual è il suo pallone?!?”
Semplice: uno speech di circa sette minuti, ricco d’entusiasmo e frutto di continuo allenamento; proprio così! Anche noi, come i calciatori prima di una partita, facciamo qualche giro di riscaldamento ripetendo davanti lo specchio il nostro discorso.
Nel nostro club si respira davvero un bel clima… ci si diverte tanto e si conoscono sempre nuove realtà, siamo tutti compagni di “gioco” e a fine partita si va a mangiar una pizza tutti insieme, non è un caso che con tutti, ma proprio tutti, ci si dia del tu!
Il Toastmasters è anche un’occasione per imparare a relazionarsi con chi ha molta più esperienza di noi… un’ opportunità per rubare le migliori strategie per raggiungere il nostro obiettivo.
Riuscire a parlar in pubblico senza sembrare troppo impacciati… controllando i numerosi battiti del cuore nel petto, la forte sudorazione delle mani e l’improvvisa scomparsa di salivazione… in una parola: dominare la tanto temuta ansia!
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Notizie
Carissimi Colleghi Toastmasters!
A breve avrà inizio una nuova ed entusiasmante stagione del nostro fantastico Club e la cosa mi rende a dir poco “Elettrizzata”!
Quest’anno avrò l’onore e l’onere di essere il VP Education del Milan Easy Toastmasters Club e le buone intenzioni non mancano.
Collaborerò con un meraviglioso EXCOMM guidato da un eclettico President, Ivan, e composto da altri bravissimi “Fellow Toastmasters” molto esperti.
Ciò che veramente vorrei da questa stagione è vedere tutti, ma proprio tutti i club members, partecipare attivamente alle riunioni e spingere tutti a dare il meglio di sé e a crescere come Comunicatori e come Leaders.
Come?