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	<title>Toastmasters Italia &#187; ascolto</title>
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	<description>Non solo public speaking!</description>
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		<title>Ascolto/Listening Skills</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 20:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan ottaviani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei nostri meeting, poiché si tratta di un club di public speaking l’enfasi maggiore è posta sul parlare e sulla capacità di esprimere in maniera chiara ed efficace il proprio pensiero. Ad ogni incontro abbiamo una speaking session con 3-4 &#8230; <a href="http://www.toastmasters.it/2010/04/19/ascoltolistening-skills/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_110" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img src="http://www.toastmasters.it/wp-content/uploads/2009/09/editoriale-150x150.jpg" alt="Editoriale" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-110" /><p class="wp-caption-text">Editoriale</p></div> Nei nostri meeting, poiché si tratta di un club di public speaking l’enfasi maggiore è posta sul parlare e sulla capacità di esprimere in maniera chiara ed efficace il proprio pensiero. Ad ogni incontro abbiamo una speaking session con 3-4 oratori e una sessione di improvvisazione che coinvolge la maggior parte dei presenti, a cui seguono gli interventi dei valutatori e di chi conduce il meeting. Tuttavia, parlare non è la sola abilità che si ha occasione di praticare nel nostro club.</p>
<p>Se il parlare è l’immagine che balza agli occhi a prima vista, l’ascolto ne è il costante sfondo e cornice.<br />
Come sfondo la capacità di ascoltare è meno evidente, meno spettacolare e spesso purtroppo più trascurata. In particolare si comincia a lavorare su queste capacità dal momento in cui si ricopre un ruolo di valutazione. Il valutatore ascolta l’oratore con orecchio critico cercando di individuarne punti forti e punti di miglioramento. Deve ascoltare il contenuto di ciò che viene detto, coglierne la struttura e allo stesso tempo ascoltare il linguaggio del corpo, le pause, la voce dell’oratore. Nell’indicare i punti di miglioramento deve essere in grado di percepire quello che manca, quello che non si vede, quello che avrebbe potuto essere. A tutto questo segue una sintesi di quanto ascoltato che deve indirizzare come feed-back in modo appropriato all’oratore tenendo conto di che tipo di persona si tratta, se timida e di conseguenza più bisognosa di incoraggiamento oppure più esperta e quindi capace di ricevere una valutazione più diretta. Dare la propria valutazione per iscritto ai 3-4 speakers della serata significa essere presenti totalmente nei 5-7 minuti in cui stanno parlando, senza distrarsi e concentrando la propria attenzione nel cercare di cogliere quanto detto sopra per poi darne sintesi.</p>
<p><span id="more-517"></span>Insomma un vero e proprio esercizio di ascolto che dura 20/30 minuti. E non finisce qui.<br />
Nella sessione di improvvisazione si è chiamati a rispondere per 1 o 2  min. a delle domande fatte a bruciapelo e per riuscire a dare una risposta appropriata è necessario ancora una volta ascoltare con attenzione la domanda. Quante volte vi è capitato di distrarvi e venire chiamati proprio in quel momento?</p>
<p>Il ruolo di General Evaluator, chiamato a dare un feed-back a tutto l’incontro richiede invece attenzione ed ascolto per tutto il tempo, e non solo agli oratori, ma anche a quello che succede tra una sessione e l’altra e a margine dell’incontro, dalla preparazione dell’agenda ai più piccoli dettagli di preparazione della sala. In un certo senso questo ruolo richiede capacità da Sherlock Holmes: “Watson! Tu guardi, ma non osservi!”<br />
E infine nemmeno gli oratori e chi parla possono fare a meno di praticare l’ascolto poiché non possono permettersi di perdersi i segnali di interesse, di comprensione, di reazione, di dubbio del pubblico per adattare quanto dicono e come lo dicono all’audience, correndo in caso contrario il rischio di parlare a vuoto.<br />
Ascoltare ci permette di sapere quando intervenire e quando non intervenire, quando seguire la proposta di chi ha parlato prima di noi e quando è il caso di rompere lo schema e a ben vedere richiede maggiore energia e capacità di giudizio del semplice lasciare che il fumetto dei nostri pensieri esca dalla nostra bocca.<br />
Un’immagine che spicca d’altra parte è ben definita, ma lo sfondo che le sta dietro può essere profondo ed infinito e non dimentichiamo che è questo che dà risalto all’immagine.</p>
<p><strong>LISTENTOLEARNTOLEARNTOLISTENLISTENTOLEARN</strong></p>
<p>Public Speaking quindi non è solo speaking</p>
<p>Ivan Ottaviani/ACG<br />
The President</p>
<p><em><strong>Join and Enjoy!</strong></em></p>
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		<title>Newsletter in doppio!</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 20:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena casti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari colleghi Toastmasters, il mese scorso è stato piuttosto denso di attività PR con la stampa (cartacea e radiofonica) anche grazie all&#8217;improvvisa popolarità di cui ha goduto &#8211; e ancora sta godendo &#8211; il nostro club, in seguito alla pubblicazione &#8230; <a href="http://www.toastmasters.it/2010/04/19/newsletter-in-doppio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_105" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img src="http://www.toastmasters.it/wp-content/uploads/2009/07/la_parola_a-150x150.jpg" alt="La parola a..." width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-105" /><p class="wp-caption-text">La parola a...</p></div><br />
Cari colleghi Toastmasters,<br />
il mese scorso è stato piuttosto denso di attività PR con la stampa (cartacea e radiofonica) anche grazie all&#8217;improvvisa popolarità di cui ha goduto &#8211; e ancora sta godendo &#8211; il nostro club, in seguito alla pubblicazione dell&#8217;articolo di Letizia Tortello de La Stampa (per chi volesse leggere l&#8217;articolo, andate <a href="http://www.toastmasters.it/il-nostro-club/dicono-di-noi/">qui</a>, troverete anche altre novità!). Ci rifacciamo questo mese, con un numero doppio, con doppio editoriale e diversi articoli!<br />
In questa nuovo numero della nostra newsletter si parla di&#8230; ascolto, di&#8230; comunicazione all&#8217;interno e all&#8217;esterno del club; scopriremo che tipo di Toast è un Toastmasters grazie al contributo di Francesco Campironi che ci ha spedito un articolo da lui scritto nel 1996, ma che è ancora di grandissima attualità; poi&#8230; avremo modo di riflettere con un pezzo che tempo fa ci ha proposto Antonio Paino nel corso di una delle nostre serate; ma&#8230; non è finita qui: infatti, all&#8217;interno della newsletter di marzo/aprile, troverete anche le testimonianze di Laura Limitone e degli altri partecipanti allo <a href="http://www.toastmasters.it/calendario/eventi-speciali/humorous-speech-contest/">Humorous Speech Contest</a> che si è svolto lo scorso 9 marzo e ha visto come vincitrice del contest la nostra Laura che è stata per noi, insieme ad Andy Barbiero e a Laura Tavola, &#8220;ambasciatrice&#8221; del nostro club a Zurigo!<br />
E ora&#8230; lascio la parola&#8230; ai nostri colleghi!<br />
Buona lettura!<br />
Elena Casti<br />
<em>VP Public Relations</em></p>
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		<title>Ho fatto goal!</title>
		<link>http://www.toastmasters.it/2010/02/24/ho-fatto-goal/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 16:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari amici,  La partita in trasferta allo IULM si è conclusa!! Vi starete chiedendo: “L’attaccante Martina avrà segnato il suo secondo goal?!” Eccomi pronta “in sala stampa” a raccontarvi la mia moviola! Tutto era pronto&#8230; ottimo clima, un buon prato &#8230; <a href="http://www.toastmasters.it/2010/02/24/ho-fatto-goal/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_215" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-215" src="http://www.toastmasters.it/wp-content/uploads/2009/10/contributi_2-150x150.jpg" alt="Contributi" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Contributi</p></div>
<p style="text-align: justify">Cari amici,</p>
<p style="text-align: justify"> La partita in trasferta allo IULM si è conclusa!!</p>
<p style="text-align: justify">Vi starete chiedendo: “L’attaccante Martina avrà segnato il suo secondo goal?!”</p>
<p style="text-align: justify">Eccomi pronta “in sala stampa” a raccontarvi la mia moviola!</p>
<p style="text-align: justify">Tutto era pronto&#8230; ottimo clima, un buon prato e un tifo da stadio, avevo con me anche i miei piccoli portafortuna che desideravo diventassero i protagonisti di quei sette importanti minuti; un caro libro d’infanzia &#8211; il Piccolo Principe &#8211; e due piantine di rosa: la prima appena sbocciata e la seconda quasi in fiore.</p>
<p style="text-align: justify">Grazie a loro volevo trasmettere la gioia dell’amicizia con la A maiuscola&#8230; per la quale s’impara ad “<em>innaffiare, riparare e ascoltare</em>” il proprio amico ogni giorno.</p>
<p style="text-align: justify">Arriva  il momento! Volevo scendere in campo e dare il meglio di me&#8230; come se stessi per calciare il mio calcio di rigore, proprio così: perché sentivo tutta l’attesa  della sala che desiderava ascoltare il discorso.</p>
<p style="text-align: justify">Il pallone era lì, davanti a me&#8230; prendo la rincorsa e… corro spedita pronta a fare goal!</p>
<p style="text-align: justify">Non c’erano né la porta né il portiere eppure, giunto il pallone, mi sono fermata; il tanto temuto blackout è arrivato: vengo parata dall’ansia e dalla memoria che mi bloccano a tirare fuori l’energia e la voglia che avevo di fare centro nel cuore di tutti gli spettatori.</p>
<p><span id="more-437"></span>
<p style="text-align: justify">Scatta così l’applauso d’incoraggiamento che, se da un lato mi ha paralizzato ancor di più, perché dimostrava che qualcosa non stava andando nel verso giusto, dall’altro mi ha spinto a rialzarmi. Così ho fatto: in quei pochi istanti ho pensato che dovevo farcela&#8230; il messaggio che volevo passare era troppo grande e troppo importante per me che non poteva non volare!</p>
<p style="text-align: justify">Mi sono aggrappata forte ai colleghi che hanno creduto in me e che mi hanno permesso di essere parte di quella particolare serata;  così ho di nuovo ripreso la rincorsa e questa volta ce l’ho fatta: ho tirato forte il mio pallone verso il pubblico!</p>
<p style="text-align: justify">Non posso nascondervi la mia rabbia dei cinque minuti successivi ma voglio invece soffermarmi sulla crescita che questa esperienza mi ha regalato.</p>
<p style="text-align: justify">Ora so che se sbaglio non succede nulla&#8230; So che devo cambiare approccio con il palco, con il pubblico e soprattutto con la mia ansia, lo sto già facendo! So quanto è importante sentire il calore dei propri colleghi&#8230; So vedere il giallo dove tutto è grigio nero&#8230; So che ci si può alzare&#8230; So che la stima cresce se si dimostra di voler imparare e non  di voler  solo vincere&#8230; Per me questo club sta diventando come una seconda famiglia!</p>
<p style="text-align: justify">Ho risposto alla vostra domanda?! Direi di si, ma voglio dirvelo a gran voce&#8230; Si, ho segnato il mio secondo Goal e ne sono ancora contenta!!!!!</p>
<p style="text-align: justify">L’ansia in fondo mi ha fatto solo un grande regalo&#8230; volevo trasmettere cosa fosse per me il senso dell’amicizia e mi son ritrovata, io stessa, a riceverlo. Quella sera ero io “la rosa” e son stata protetta, incoraggiata così tanto che ora le mie “spine” sono ancora più forti e desiderose di sostenermi nel mio prossimo goal!</p>
<p style="text-align: justify">Martina Semeraro<br />
<em>Club Member</em></p>
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		<title>Valutatrice e valutata</title>
		<link>http://www.toastmasters.it/2009/11/26/valutatrice-e-valutata/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena casti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima volta che mi sono ritrovata a effettuare una valutazione ero piuttosto preoccupata: sarei riuscita a cogliere tutte le sfumature? Sarei stata capace di essere oggettiva e dare allo speaker degli spunti di miglioramento e un incoraggiamento a proseguire? Si &#8230; <a href="http://www.toastmasters.it/2009/11/26/valutatrice-e-valutata/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_214" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-214" src="http://www.toastmasters.it/wp-content/uploads/2009/10/contributi_1-150x150.jpg" alt="Contributi" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Contributi</p></div>
<p style="text-align: justify">La prima volta che mi sono ritrovata a effettuare una valutazione ero piuttosto preoccupata: sarei riuscita a cogliere tutte le sfumature? Sarei stata capace di essere oggettiva e dare allo speaker degli spunti di miglioramento e un incoraggiamento a proseguire?</p>
<p style="text-align: justify">Si trattava un icebreaker, in quella particolare occasione, ho avuto l&#8217;impressione di non essere riuscita a fare granché: la persona che dovevo valutare era in grande difficoltà a causa della sua emotività e il discorso, pur preparato, non era stato fluido. Quando mi sono ritrovata a dare il feedback, l&#8217;unica cosa che mi sono sentita di fare è stata quella di complimentarmi per il coraggio di aver comunque affrontato una situazione di grande disagio personale, affrontando il discorso in una lingua che non era la sua lingua madre e mi sono concentrata sul soggetto: le sfide che lo speaker aveva affrontato nella vita e nel preparare l&#8217;icebreaker (e non erano poche). </p>
<p style="text-align: justify">Quella persona si era davvero sfidata tanto e ho pensato che il minimo che potessi fare fosse riconoscerle lo sforzo fatto e incoraggiarla a tornare e dare altri discorsi. Purtroppo questo non è avvenuto e per me è stato davvero un dispiacere; avrei voluto seguirne la crescita nel club&#8230; </p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-283"></span>Anche  quando si è valutati non è semplice: il 10 novembre scorso, ho affrontato il  7° discorso del manuale di Competent Communication: il titolo del progetto era &#8220;Research your topic&#8221;. Avevo deciso di parlare del volontariato e della mia esperienza personale in quell&#8217;ambito.</p>
<p style="text-align: justify">Ho fatto la mia bella ricerca su internet e anche in ABIO, l&#8217;associazione di volontariato di cui faccio parte da un anno. Poichè però le cifre a me vanno strette e non avevo nessuna voglia di fare un mero elenco di numeri e statistiche, come in tutti gli altri discorsi che ho finora affrontato, ho deciso di dare un taglio molto personale al progetto.</p>
<p style="text-align: justify">Una volta pronto il discorso, come avevo già fatto per i 6 precedenti, ho inviato il mio pezzo a Ivan Ottaviani &#8211; che è stato il mio mentor &#8211; chiedendo un feedback con una sensazione di disagio e una domanda di sottofondo che non mi abbandonavano: avevo davvero centrato l&#8217;obiettivo? La risposta di Ivan non si è fatta attendere e il mio dubbio non si era affatto dissipato, anzi! Ormai era tardi per cambiare il discorso e così mi sono presentata rassegnata alla possibilità che il mio valutatore mi dicesse: &#8220;Non hai centrato l&#8217;obiettivo, lo speech è da rifare&#8221; invece&#8230; non è andata così.</p>
<p style="text-align: justify">Anche se l&#8217;inizio del discorso poteva sembrare fuorviante rispetto al suo dipanarsi, in realtà la ricerca è emersa pur inserita nelle pieghe della &#8220;narrazione&#8221; e &#8211; alla fine &#8211; ho scoperto che ero riuscita a centrare l&#8217;obiettivo per il rotto della cuffia!</p>
<p style="text-align: justify">Come ho vissuto la mia valutazione? Bene. Ho ottenuto spunti interessanti sia dal mio valutatore, sia da coloro che mi hanno consegnato i fogli di valutazione compilati; sono tutti spunti che mi saranno utili per la preparazione del prossimo progetto: &#8220;Get comfortable with Visual Aids&#8221;&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Intanto, non vedo l&#8217;ora di svolgere per la prima volta il ruolo di General Evaluator. Sarò all&#8217;altezza?</p>
<p style="text-align: justify">Maria Elena Casti<br />
<em>VP Public Relations</em></p>
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		<title>“Yes-butter” o “Why-notter” ?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 17:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco pieracci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La vita è adesso” era una canzone di Claudio Baglioni qualche anno fa (ok, diversi anni fa !). La stessa frase me la sono risentita in testa, qualche settimana fa, quando il nostro Presidente Ivan Ottaviani mi ha proposto di &#8230; <a href="http://www.toastmasters.it/2009/10/15/%e2%80%9cyes-butter%e2%80%9d-o-%e2%80%9cwhy-notter%e2%80%9d/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_214" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-214" src="http://www.toastmasters.it/wp-content/uploads/2009/10/contributi_1-150x150.jpg" alt="Contributi" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Contributi</p></div>
<p style="text-align: justify">“La vita è adesso” era una canzone di Claudio Baglioni qualche anno fa (ok, diversi anni fa !).</p>
<p style="text-align: justify">La stessa frase me la sono risentita in testa, qualche settimana fa, quando il nostro Presidente Ivan Ottaviani mi ha proposto di ricoprire il ruolo di General Evaluator, in uno dei successivi meeting del nostro Club Toastmaster.</p>
<p style="text-align: justify">Il General Evaluator, lo dice la parola stessa, dà il feedback su come si è svolto l’incontro nel suo complesso, sottolineando cosa è stato fatto bene e che cosa può essere fatto meglio; inoltre fornisce il suo supporto ad un team di valutatori, che invece danno il feedback su aspetti specifici del meeting quali uno speech, il rispetto del tempo a disposizione o l’uso della lingua italiana o inglese.</p>
<p style="text-align: justify">Tornando al titolo, da iniziale “Yes-butter” mi sono prima detto:”Si, mi piacerebbe farlo, ma è impegnativo, ho un sacco di altre cose da fare, è tanto che non vado a trovare i miei nipotini (non è vero !), ecc&#8230;”, cercando tutta una serie di scuse (gli inglesi la chiamano “the e-word”) per non fare il General Evaluator.</p>
<p style="text-align: justify">Poi mi sono detto: “Franco, la vita è adesso: il Club ha fatto tanto per te, adesso puoi fare qualcosa tu !”</p>
<p style="text-align: justify">Così ho accettato il ruolo e, devo dire, è stato esaltante, per tutta una serie di motivi.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-211"></span>Fare il General Evaluator richiede un livello di attenzione più alto del solito e questo mi ha permesso di apprezzare ancora di più la serata, dalla fantasmagorica introduzione dei numerosi ospiti da parte del Ivan alla straordinaria presentazione degli speaker fatta da Maria Elena, dagli interessantissimi discorsi preparati di Maurizio, Francesco e Guido allo spettacolare (e da Manuale) Table Topics di Giorgio.</p>
<p style="text-align: justify">Fino alla fase di valutazione, in cui gli altri “<em>Why-notter</em>” Laura, Tony, Ivan, Ana, Roberto, Martina e Laura hanno dato il meglio di sè nel loro ruolo: sono riusciti a dare feedback costruttivi agli speaker, stimolandoli a migliorare ed incoraggiandoli nel percorso di sviluppo delle loro competenze come Public Speaker.</p>
<p style="text-align: justify">Una mia personale nota di merito a Laura, Roberto, Martina ed ancora a Laura che ricoprivano per la primissima volta (o quasi) un ruolo così importante nell’ambito del meeting. E che sono stati veramente bravi !</p>
<p style="text-align: justify">PS: sapreste riconoscere, appena apre bocca, “Yes-butter” o “<em>Why-notter</em>” ?</p>
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