Archivio

Posts Tagged ‘ascolto’

Ascolto/Listening Skills

Editoriale

Edi­to­riale

Nei nostri mee­ting, poi­ché si tratta di un club di public spea­king l’enfasi mag­giore è posta sul par­lare e sulla capa­cità di espri­mere in maniera chiara ed effi­cace il pro­prio pen­siero. Ad ogni incon­tro abbiamo una spea­king ses­sion con 3 – 4 ora­tori e una ses­sione di improv­vi­sa­zione che coin­volge la mag­gior parte dei pre­senti, a cui seguono gli inter­venti dei valu­ta­tori e di chi con­duce il mee­ting. Tut­ta­via, par­lare non è la sola abi­lità che si ha occa­sione di pra­ti­care nel nostro club.

Se il par­lare è l’immagine che balza agli occhi a prima vista, l’ascolto ne è il costante sfondo e cor­nice.
Come sfondo la capa­cità di ascol­tare è meno evi­dente, meno spet­ta­co­lare e spesso pur­troppo più tra­scu­rata. In par­ti­co­lare si comin­cia a lavo­rare su que­ste capa­cità dal momento in cui si rico­pre un ruolo di valu­ta­zione. Il valu­ta­tore ascolta l’oratore con orec­chio cri­tico cer­cando di indi­vi­duarne punti forti e punti di miglio­ra­mento. Deve ascol­tare il con­te­nuto di ciò che viene detto, coglierne la strut­tura e allo stesso tempo ascol­tare il lin­guag­gio del corpo, le pause, la voce dell’oratore. Nell’indicare i punti di miglio­ra­mento deve essere in grado di per­ce­pire quello che manca, quello che non si vede, quello che avrebbe potuto essere. A tutto que­sto segue una sin­tesi di quanto ascol­tato che deve indi­riz­zare come feed-back in modo appro­priato all’oratore tenendo conto di che tipo di per­sona si tratta, se timida e di con­se­guenza più biso­gnosa di inco­rag­gia­mento oppure più esperta e quindi capace di rice­vere una valu­ta­zione più diretta. Dare la pro­pria valu­ta­zione per iscritto ai 3 – 4 spea­kers della serata signi­fica essere pre­senti total­mente nei 5 – 7 minuti in cui stanno par­lando, senza distrarsi e con­cen­trando la pro­pria atten­zione nel cer­care di cogliere quanto detto sopra per poi darne sintesi.

Pro­se­gui la lettura…

Newsletter in doppio!

19 aprile 2010 Elena Casti Nessun commento

La parola a...

La parola a…


Cari col­le­ghi Toast­ma­sters,
il mese scorso è stato piut­to­sto denso di atti­vità PR con la stampa (car­ta­cea e radio­fo­nica) anche gra­zie all’improvvisa popo­la­rità di cui ha goduto — e ancora sta godendo — il nostro club, in seguito alla pub­bli­ca­zione dell’articolo di Leti­zia Tor­tello de La Stampa (per chi volesse leg­gere l’articolo, andate qui, tro­ve­rete anche altre novità!). Ci rifac­ciamo que­sto mese, con un numero dop­pio, con dop­pio edi­to­riale e diversi arti­coli!
In que­sta nuovo numero della nostra new­slet­ter si parla di… ascolto, di… comu­ni­ca­zione all’interno e all’esterno del club; sco­pri­remo che tipo di Toast è un Toast­ma­sters gra­zie al con­tri­buto di Fran­ce­sco Cam­pi­roni che ci ha spe­dito un arti­colo da lui scritto nel 1996, ma che è ancora di gran­dis­sima attua­lità; poi… avremo modo di riflet­tere con un pezzo che tempo fa ci ha pro­po­sto Anto­nio Paino nel corso di una delle nostre serate; ma… non è finita qui: infatti, all’interno della new­slet­ter di marzo/aprile, tro­ve­rete anche le testi­mo­nianze di Laura Limi­tone e degli altri par­te­ci­panti allo Humo­rous Speech Con­test che si è svolto lo scorso 9 marzo e ha visto come vin­ci­trice del con­test la nostra Laura che è stata per noi, insieme ad Andy Bar­biero e a Laura Tavola, “amba­scia­trice” del nostro club a Zurigo!
E ora… lascio la parola… ai nostri col­le­ghi!
Buona let­tura!
Elena Casti
VP Public Relations

Ho fatto goal!

Contributi

Con­tri­buti

Cari amici,

 La par­tita in tra­sferta allo IULM si è conclusa!!

Vi sta­rete chie­dendo: “L’attaccante Mar­tina avrà segnato il suo secondo goal?!”

Eccomi pronta “in sala stampa” a rac­con­tarvi la mia moviola!

Tutto era pronto… ottimo clima, un buon prato e un tifo da sta­dio, avevo con me anche i miei pic­coli por­ta­for­tuna che desi­de­ravo diven­tas­sero i pro­ta­go­ni­sti di quei sette impor­tanti minuti; un caro libro d’infanzia — il Pic­colo Prin­cipe — e due pian­tine di rosa: la prima appena sboc­ciata e la seconda quasi in fiore.

Gra­zie a loro volevo tra­smet­tere la gioia dell’amicizia con la A maiu­scola… per la quale s’impara ad “innaf­fiare, ripa­rare e ascol­tare” il pro­prio amico ogni giorno.

Arriva  il momento! Volevo scen­dere in campo e dare il meglio di me… come se stessi per cal­ciare il mio cal­cio di rigore, pro­prio così: per­ché sen­tivo tutta l’attesa  della sala che desi­de­rava ascol­tare il discorso.

Il pal­lone era lì, davanti a me… prendo la rin­corsa e… corro spe­dita pronta a fare goal!

Non c’erano né la porta né il por­tiere eppure, giunto il pal­lone, mi sono fer­mata; il tanto temuto blac­kout è arri­vato: vengo parata dall’ansia e dalla memo­ria che mi bloc­cano a tirare fuori l’energia e la voglia che avevo di fare cen­tro nel cuore di tutti gli spettatori.

Pro­se­gui la lettura…

Valutatrice e valutata

26 novembre 2009 Elena Casti Nessun commento
Contributi

Con­tri­buti

La prima volta che mi sono ritro­vata a effet­tuare una valu­ta­zione ero piut­to­sto pre­oc­cu­pata: sarei riu­scita a cogliere tutte le sfu­ma­ture? Sarei stata capace di essere ogget­tiva e dare allo spea­ker degli spunti di miglio­ra­mento e un inco­rag­gia­mento a proseguire?

Si trat­tava un ice­brea­ker, in quella par­ti­co­lare occa­sione, ho avuto l’impressione di non essere riu­scita a fare gran­ché: la per­sona che dovevo valu­tare era in grande dif­fi­coltà a causa della sua emo­ti­vità e il discorso, pur pre­pa­rato, non era stato fluido. Quando mi sono ritro­vata a dare il feed­back, l’unica cosa che mi sono sen­tita di fare è stata quella di com­pli­men­tarmi per il corag­gio di aver comun­que affron­tato una situa­zione di grande disa­gio personale, affrontando il discorso in una lin­gua che non era la sua lin­gua madre e mi sono con­cen­trata sul sog­getto: le sfide che lo spea­ker aveva affron­tato nella vita e nel pre­pa­rare l’icebreaker (e non erano poche). 

Quella per­sona si era dav­vero sfi­data tanto e ho pen­sato che il minimo che potessi fare fosse rico­no­scerle lo sforzo fatto e inco­rag­giarla a tor­nare e dare altri discorsi. Pur­troppo que­sto non è avve­nuto e per me è stato dav­vero un dispia­cere; avrei voluto seguirne la cre­scita nel club… 

Pro­se­gui la lettura…

“Yes-butter” o “Why-notter” ?

Contributi

Con­tri­buti

“La vita è adesso” era una can­zone di Clau­dio Baglioni qual­che anno fa (ok, diversi anni fa !).

La stessa frase me la sono risen­tita in testa, qual­che set­ti­mana fa, quando il nostro Pre­si­dente Ivan Otta­viani mi ha pro­po­sto di rico­prire il ruolo di Gene­ral Eva­lua­tor, in uno dei suc­ces­sivi mee­ting del nostro Club Toastmaster.

Il Gene­ral Eva­lua­tor, lo dice la parola stessa, dà il feed­back su come si è svolto l’incontro nel suo com­plesso, sot­to­li­neando cosa è stato fatto bene e che cosa può essere fatto meglio; inol­tre for­ni­sce il suo sup­porto ad un team di valu­ta­tori, che invece danno il feed­back su aspetti spe­ci­fici del mee­ting quali uno speech, il rispetto del tempo a dispo­si­zione o l’uso della lin­gua ita­liana o inglese.

Tor­nando al titolo, da ini­ziale “Yes-butter” mi sono prima detto:”Si, mi pia­ce­rebbe farlo, ma è impe­gna­tivo, ho un sacco di altre cose da fare, è tanto che non vado a tro­vare i miei nipo­tini (non è vero !), ecc…”, cer­cando tutta una serie di scuse (gli inglesi la chia­mano “the e-word”) per non fare il Gene­ral Evaluator.

Poi mi sono detto: “Franco, la vita è adesso: il Club ha fatto tanto per te, adesso puoi fare qual­cosa tu !”

Così ho accet­tato il ruolo e, devo dire, è stato esal­tante, per tutta una serie di motivi.

Pro­se­gui la lettura…