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Valutare o essere valutati?

La parola a...

La parola a…

Cari Col­le­ghi Toastmasters,

que­sto mese par­liamo di valu­ta­zione! E’ più impor­tante valu­tare, o essere valu­tati? Ai posteri l’ardua sen­tenza… Nel per­corso di Com­pe­tent Com­mu­ni­ca­tor, all’inizio la valu­ta­zione ha un suo peso spe­ci­fico molto impor­tante. Dalle parole del nostro Eva­lua­tor, dai fogli di valu­ta­zione com­pi­lati da club mem­bers e ospiti, dipende l’esito del nostro discorso e anche… il nostro cam­mino. Una valu­ta­zione troppo “soft” può non farci vedere punti di miglio­ra­mento che sarebbe oppor­tuno pren­dere in con­si­de­ra­zione; al contrario, una valu­ta­zione troppo “rude” e incen­trata su ciò che — secondo il nostro valu­ta­tore — è andato male o non è pia­ciuto, può farci per­dere la voglia di con­ti­nuare a spe­ri­men­tarci e deci­dere di lasciare il club…

Qual è allora la valu­ta­zione effi­cace? L’ho appena appreso nel corso del work­shop “The art of effec­tive evaluation” tenuto da Fran­ce­sco Campironi,  nostro club mem­ber senior, che si è svolto al Grand Hotel Puc­cini lo scorso 17 novembre.

Una valu­ta­zione efficace é:

  • È genuina
  • Rileva i punti di forza
  • Rileva i miglio­ra­menti fatti dallo spea­ker nel suo percorso
  • È moti­vante
  • Evita qual­siasi giu­di­zio valoriale
  • Offre delle indi­ca­zioni o spunti di ulte­riore miglioramento

E accre­sce l’autostima dello spea­ker spin­gen­dolo a miglio­rare sem­pre, inne­scando la sua voglia di essere a sua volta un valutatore!

Maria Elena Casti
VP Public Relations

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