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Archivio per la categoria ‘Newsletter’

Ho fatto goal!

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Cari amici,

 La partita in trasferta allo IULM si è conclusa!!

Vi starete chiedendo: “L’attaccante Martina avrà segnato il suo secondo goal?!”

Eccomi pronta “in sala stampa” a raccontarvi la mia moviola!

Tutto era pronto… ottimo clima, un buon prato e un tifo da stadio, avevo con me anche i miei piccoli portafortuna che desideravo diventas­sero i protagonisti di quei sette importanti minuti; un caro libro d’infanzia — il Piccolo Principe — e due piantine di rosa: la prima appena sbocciata e la seconda quasi in fiore.

Grazie a loro volevo trasmettere la gioia dell’amicizia con la A maiuscola… per la quale s’impara ad “innaffiare, riparare e ascoltare” il proprio amico ogni giorno.

Arriva  il momento! Volevo scendere in campo e dare il meglio di me… come se stessi per calciare il mio calcio di rigore, proprio così: perché sentivo tutta l’attesa  della sala che desiderava ascoltare il discorso.

Il pallone era lì, davanti a me… prendo la rincorsa e… corro spedita pronta a fare goal!

Non c’erano né la porta né il portiere eppure, giunto il pallone, mi sono fermata; il tanto temuto blackout è arrivato: vengo parata dall’ansia e dalla memoria che mi bloccano a tirare fuori l’energia e la voglia che avevo di fare centro nel cuore di tutti gli spettatori.

Scatta così l’applauso d’incoraggiamento che, se da un lato mi ha para­lizzato ancor di più, perché dimostrava che qualcosa non stava andando nel verso giusto, dall’altro mi ha spinto a rialzarmi. Così ho fatto: in quei pochi istanti ho pensato che dovevo farcela… il mes­saggio che volevo pas­sare era troppo grande e troppo importante per me che non poteva non volare!

Mi sono aggrappata forte ai colleghi che hanno creduto in me e che mi hanno permesso di essere parte di quella particolare serata;  così ho di nuovo ripreso la rincorsa e questa volta ce l’ho fatta: ho tirato forte il mio pallone verso il pubblico!

Non posso nascondervi la mia rabbia dei cinque minuti succes­sivi ma voglio invece soffermarmi sulla crescita che questa esperienza mi ha regalato.

Ora so che se sbaglio non succede nulla… So che devo cambiare approccio con il palco, con il pubblico e soprattutto con la mia ansia, lo sto già facendo! So quanto è importante sentire il calore dei propri colleghi… So vedere il giallo dove tutto è grigio nero… So che ci si può alzare… So che la stima cresce se si dimostra di voler imparare e non  di voler  solo vincere… Per me questo club sta diventando come una seconda famiglia!

Ho risposto alla vostra domanda?! Direi di si, ma voglio dirvelo a gran voce… Si, ho segnato il mio secondo Goal e ne sono ancora contenta!!!!!

L’ansia in fondo mi ha fatto solo un grande regalo… volevo trasmettere cosa fosse per me il senso dell’amicizia e mi son ritrovata, io stessa, a riceverlo. Quella sera ero io “la rosa” e son stata protetta, incoraggiata così tanto che ora le mie “spine” sono ancora più forti e desiderose di sostenermi nel mio pros­simo goal!

Martina Semeraro
Club Member

La mia prima esperienza con la valutazione

24 febbraio 2010 Angelo Mascaro Nessun commento
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Quando ero all’università, il momento più bello di ogni corso era quello dell’esame. L’atleta si allena anni per gareggiare alle olimpiadi ed ambisce a salire sul podio. Lo studente segue le lezioni, studia, dedica molto tempo ad imparare e dopo tanto lavoro merita anche lui il suo pre­mio. L’esame per me era quel pre­mio: il riconoscimento del mio impegno. Certo, si affronta la prova con ansia ed un po’ di paura, ma si guarda all’obiettivo e si dà il mas­simo per poter indos­sare la medaglia intorno al collo. La medaglia, per lo studente, è il bel voto sul libretto.

Analogamente, a Toastmasters vivo il momento della valutazione come la ricompensa per lo sforzo sostenuto. È difficile trovare le parole per descrivere il piacere che ho provato a leggere le valutazioni del mio ice breaker. Sappiate che è stato bellis­simo e, cari colleghi Toastmasters, voglio ringraziarvi tutti di cuore. Ognuno di voi ha saputo cogliere qualcosa di diverso, ha saputo incoraggiarmi e consigliarmi, ma soprattutto da moltis­simi di voi ho ricevuto un grandis­simo pre­mio: aver riconosciuto alcune delle qualità che per me è importante pos­sedere. Voi, che mi conoscevate da poco tempo, mi avete fatto un grande dono e di questo voglio ringraziarvi.

Venerdì scorso, sulla mia bacheca di Facebook, il mio alter ego virtuale “Esprime gratitudine per le opportunità che la vita gli offre e per le persone che mette sul suo cammino.” Bene, amici, quelle persone siete proprio voi: sono felice di avervi incontrato.

Angelo Mascaro
Club Member 

Spontaneità vs. Artificiosità

24 febbraio 2010 Ivan Ottaviani Nessun commento
Editoriale

Editoriale

E’ appena terminato il meeting Toastmasters in IULM, è stata una bella riunione, il table topic ha coinvolto anche gli ospiti, gli speakers hanno dato discorsi interes­santi, sfidandosi con un nuovo obiettivo richiesto dal manuale e hanno cercato di migliorare ulteriormente le loro abilità nel parlare di fronte ad un pubblico. Prima di chiudere l’incontro, come faccio di solito, chiedo un feed-back agli ospiti. Un ragazzo chiede sicuro la parola, si alza in piedi e commenta:- “Sì è stato molto interes­sante, ma…non so, ho trovato che ci fosse qualcosa di artificioso!”

Non è la prima volta che un ospite esprime un commento di questo tipo, con il timore di perdere la spontaneità ed è per questo che vorrei dare una risposta a questo annoso ed amletico dubbio che a volte tormenta chi ci fa visita.

Il nostro club è una palestra. Lo ripetiamo in continuazione perché questo è l’incredibile vantaggio e il punto di forza del Toastmasters. Una palestra non è l’arena di competizione, è il luogo dove ci si allena, dove si fa pratica, dove si sperimenta. Si ripetono sempre gli stessi movimenti o se ne imparano di nuovi mai esercitati e lo si fa finché non vengono bene.

Anche se facciamo di tutto per avere riunioni di qualità, oratori interes­santi e sempre più pre­parati, non è nostra prima intenzione dimostrare quanto siamo bravi; questo aspetto è del tutto secondario. Prima di tutto la palestra: un luogo dove chi non ha mai parlato in pubblico può permettersi di farlo per la prima volta anche se trema come una foglia, anche se si interromperà e poi riprenderà con un grosso sospiro e quando avrà terminato riceverà un applauso di incoraggiamento. Nel secondo e terzo discorso farà sicuramente meglio e comincerà a migliorare alcuni aspetti del suo parlare in pubblico. Se prima guardava per terra, ora userà il contatto visivo, magari un po’ troppo o a scatti come il periscopio di un sottomarino. Se prima si stringeva nervosamente le mani, ora le muoverà mentre parla anche se magari ancora come un “robottino”. E così via per tutte le altre tecniche che si apprendono e che con la pratica diventeranno sempre più fluide, sempre più integrate, tanto che la persona non dovrà neppure pensarci.

Chi guarda da fuori, però, soprattutto se guarda con occhio critico e di confronto vedrà l’artificiosità, cogliendo solo un pas­saggio di tutto il processo, non potendo vedere quale enorme miglioramento la persona che sta parlando ha compiuto dopo aver dato pochi discorsi.

Questa cosiddetta “artificiosità” è sempre pre­sente nel nostro club, sia perché abbiamo continuamente nuovi soci che affrontano i primi discorsi, sia perché anche chi è ad un livello avanzato, a volte, vuole sperimentare modi diversi che non appartengono al suo stile, sia infine perché nella nostra riunione cerchiamo di stare nei tempi, di avere una disciplina, di ringraziare chi ci ha dato la parola e anche questo appare come uno schema un po’ rigido.

Nei nostri meetings facciamo come quel maestro che insegnava ai suoi discepoli mettendo dei paletti e chiedendo loro di girarci intorno cercando di non farli cadere, poi li metteva ancora più stretti cercando sempre di zigzagare intorno ad essi. Poi i paletti  venivano tolti, ma a quel punto i discepoli erano diventati maestri.

In fondo “ la spontaneità non è che l’ultimo apprendimento acquisito”.

Ivan Ottaviani/ACG
The President

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Questo mese parliamo di…

24 febbraio 2010 Elena Casti Nessun commento
La parola a...

La parola a…

Cari colleghi Toastmasters,

quest’ultimo mese e mezzo è stato davvero denso di avvenimenti: abbiamo dovuto affrontare il rientro nella nostra solita sede, misurandoci anche con il post IULM; abbiamo avuto un evento speciale dedicato al rapporto di mentorship; ci stiamo pre­parando per il primo “Humouros Speech Contest”…

L’evento IULM è stato davvero un momento importante per tutti noi e da questo evento sono scaturite le rifles­sioni del nostro Pre­sident e il pre­zioso feedback di un ospite che riportiamo in questa newsletter; sapremo in prima persona da Martina come è andata a finire col suo speech e se poi ha fatto goal; Angelo ci parlerà di come ha affrontato le valutazioni al termine del suo Ice Breaker; Davide,  invece, ci pre­parerà ad entrare nel clima del pros­simo contest…  

Buona lettura!

Elena Casti
VP Public Relations

Categorie:Newsletter, Notizie Tag:

Allenamento prima… del match IULM!

Contributi

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Buon 2010 a tutti!!

Iniziamo quest’anno nuovo appena sbocciato in trasferta: il 12 gennaio saremo allo IULM di Milano!! Un sogno che diventa realtà!

Quale onore per me, studentessa come la gran parte degli ospiti che avremo in campo, ops!, in sala, vestire la maglia dello Speaker!

Mi trasformerò in un vero e proprio attaccante che con grande energia e a piena voce proverà a segnare il secondo  goal nella della mia carriera di Toastmaster!

Vi starete chiedendo : ”Qual è il suo pallone?!?”

Semplice: uno speech di circa sette minuti, ricco d’entusiasmo e frutto di continuo allenamento; proprio così! Anche noi, come i calciatori prima di una partita, facciamo qualche giro di riscaldamento ripetendo davanti lo specchio il nostro discorso.

Nel nostro club si respira davvero un bel clima… ci si diverte tanto e si conoscono sempre nuove realtà,  siamo tutti compagni di “gioco” e a fine partita si va a mangiar una pizza tutti insieme, non è un caso che con tutti, ma proprio tutti, ci si dia del tu!

Il Toastmasters è anche un’occasione per imparare a relazionarsi con chi ha molta più esperienza di noi… un’ opportunità per rubare le migliori strategie per raggiungere il nostro obiettivo.

Riuscire a parlar in pubblico senza sembrare troppo impacciati… controllando i numerosi battiti del cuore nel petto, la forte sudorazione delle mani e l’improvvisa scomparsa di salivazione… in una parola: dominare la tanto temuta ansia!

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Nuovo anno, nessun obiettivo, just join&enjoy

Editoriale

Editoriale

“Il miglior modo per pre­vedere il futuro è inventarlo”

“Non aspettare il momento opportuno, crealo”

L’inizio del nuovo anno, oltre all’astrologia con i suoi diversi oroscopi porta sempre con sè l’idea di nuovi propositi, nuovi obiettivi.

Per quanto riguarda l’oroscopo ve lo fornisco in anteprima dopo aver consultato le stelle e le fasi lunari:
Per i toastmasters, nel nuovo anno, sono pre­viste interes­santi esperienze e sperimentazioni, i nati sotto il segno troveranno modo di esprimere se stessi e non mancheranno le occasioni per uscire dalla propria zona di comfort dell’anno passato.

Per chi desidera migliorare le proprie abilità, sarà neces­sario tuttavia mettersi in gioco e pre­stare orecchio ai feed-back più interes­santi che provengono dagli altri segni,
soprattutto quelli diversi e in opposizione al vostro.

Improvvisare continuerà a tenervi sulle spine, ma dopo i primi mesi dell’anno troverete  sempre maggiore agio nel creare seguendo il momento e nel rispondere a domande su argomenti a voi sconosciuti.

Verso Febbraio, avrete qualche dubbio se partecipare o meno all’humorous contest, ma se ascolterete il vostro spirito avventuroso alla fine vi divertirete un sacco.

Per i nati nella pre­cedente decade, verso Aprile si apriranno nuove pos­sibilità per sviluppare le proprie capacità di leadership, mentre per i nuovi nel segno comincerà il periodo in cui maggiormente assaporeranno le qualità di questo segno davvero eloquente.

Per coloro il cui ascendente è nel rigore e nella disciplina vi consigliamo di lasciarvi andare maggiormente a guizzi creativi mentre per  tutti coloro che hanno l’ascendente in fase creativa ricordiamo che una maggior pre­parazione e cura dei dettagli darà forza e risalto alle vostre performances.

Per quanto riguarda i nuovi obiettivi, certamente tutti voi ne avrete tanti, sia nella vita privata che in quella lavorativa e l’augurio è, oltre a ricordarveli anche dopo il primo mese dell’anno, di poterli raggiungere tutti. Nel nostro club invece non dovete pre­occuparvi di fis­sare degli obiettivi, l’unico è di partecipare e divertirsi (join&enjoy).

Quindi segnatevi bene i vostri obiettivi per l’anno nuovo mentre ai meetings del toastmaster lasciatevi andare e divertitevi, imparare e migliorarsi saranno gli effetti secondari.

Ivan Ottaviani/ACG
The President

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Si riparte!

9 gennaio 2010 Elena Casti Nessun commento
La parola a...
La parola a…

Cari Colleghi Toastmasters,

si riparte! Dopo una strepitosa chiusura con la serata “Toastmasters Xmas Event & Dinner” al Mamacafè, che ci ha visti impegnati in una performance sul palco, eccoci qui!
Tra breve saremo impegnati in un’altra serata davvero sfidante! Infatti, ci troveremo martedì 12 gennaio 2010 in IULM! Sarà sicuramente un’esperienza davvero unica, non solo per il fatto che ci troveremo in una delle università che pre­para gli specialisti della comunicazione, ma anche perchè avremo un pubblico autentico!
Le stime dei dati di partecipazione che sto valutando in questi giorni, stanno andando oltre ogni più rosea pre­visione e questo mi fa pensare che, con tutta probabilità, riusciremo a riempire l’Aula Seminari che ci è stata concessa!
Per usare un gergo televisivo, andremo in onda in “formato ridotto”, ma sono sicura che sarà comunque un successo grazie all’impegno di tutti noi.
Inoltre, come già anti­cipato, a febbraio ci sarà un contest sul “humorous speech” al quale si spera che molti si iscrivano e che ci pos­sano essere anche tanti ospiti. Sarà un’altra occasione per misurarci con una nuova sfida e scoprire che siamo capaci di coinvolgere e far ridere o sorridere le persone! Quindi… fate attenzione alle pros­sime email della nostra fantastica VP Education, Laura Limitone,  o a quelle del Chairman del Contest, David Crosby… e mettetevi in gioco!

Valutatrice e valutata

26 novembre 2009 Elena Casti Nessun commento
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La prima volta che mi sono ritrovata a effettuare una valutazione ero piuttosto pre­occupata: sarei riuscita a cogliere tutte le sfumature? Sarei stata capace di essere oggettiva e dare allo speaker degli spunti di miglioramento e un incoraggiamento a proseguire?

Si trattava un icebreaker, in quella particolare occasione, ho avuto l’impressione di non essere riuscita a fare granché: la persona che dovevo valutare era in grande difficoltà a causa della sua emotività e il discorso, pur pre­parato, non era stato fluido. Quando mi sono ritrovata a dare il feedback, l’unica cosa che mi sono sentita di fare è stata quella di complimentarmi per il coraggio di aver comunque affrontato una situazione di grande disagio personale, affrontando il discorso in una lingua che non era la sua lingua madre e mi sono concentrata sul soggetto: le sfide che lo speaker aveva affrontato nella vita e nel pre­parare l’icebreaker (e non erano poche). 

Quella persona si era davvero sfidata tanto e ho pensato che il minimo che potessi fare fosse riconoscerle lo sforzo fatto e incoraggiarla a tornare e dare altri discorsi. Purtroppo questo non è avvenuto e per me è stato davvero un dispiacere; avrei voluto seguirne la crescita nel club… 

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Rompere… il ghiaccio!

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Caris­simi colleghi Toastmasters,

Voltando la pagina del calendario siamo giunti a Novembre, è tempo di aggiornamenti…

primo fra tutti, il mio Ice Breaker!

Voglio raccontarvelo con una sola frase: emozione allo stato puro!

Ancora adesso, dopo tre settimane, quando mi capita di rivivere quella straordinaria giornata mi sale un’energia pazzesca!!

E’ proprio vero  che si rompe il ghiaccio… si sale sul “palco” e, per la prima volta, per ben 6 minuti circa, si hanno “cento” occhi che osservano, “cento” orecchie che ascoltano parola per parola… ed ognuna di esse racconta un pezzetto di Martina, ci sono anche un bel po’ di mani che scrivono, su tanti fogli bianchi, la loro impres­sione e tante bocche da cui ricevere numerosi sorrisi, complimenti e incoraggiamenti ma soprattutto punti di miglioramento.

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Performance and leadership

26 novembre 2009 Ivan Ottaviani Nessun commento
Editoriale
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Nel percorso educativo pre­visto dal Toastmaster ci sono due direzioni:

  • quella del Communication track che pre­vede di migliorare le proprie capacità comunicative a partire dal manuale base di 10 discorsi e che pas­sando attraverso le tappe dei manuali avanzati conduce al livello di Advanced Communicator Bronze, Silver e Gold.
  • quella del Leadership track che, anch’essa con l’aiuto di un manuale specifico, porta a sviluppare quelle che sono le capacità di un leader attraverso la valutazione, il coaching, l’organizzazione di eventi, workshop o educational e il servizio al club ricoprendo ruoli nel comitato esecutivo.

La prima pre­occupazione di un nuovo membro è ovviamente dedicata alla performance comunicativa e tutta la sua attenzione è concentrata sul parlare, tuttavia sin dai primi ruoli che ci si trova a ricoprire quali ah counter, timer, etc. si comincia a misurarsi anche con le qualità richieste dal percorso di leadership, dovendo organizzarsi, pre­pararsi, esprimere il proprio intervento, non solo come performance comunicativa ma con l’intento di dare un feed-back importante. Prosegui la lettura…