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Humours Speech Contest

Humours Speech Contest

Humours Speech Contest

Cari amici, martedì 9 marzo ci sarà il nostro primo Humorous Speech Contest.

I contest offrono ai partecipanti un’opportunità per migliorare le proprie capacità nel parlare in pubblico e sfidarsi tra loro.

I contest rappresentano anche un’occasione unica per osservare i partecipanti più esperti cimentarsi, sperimentare, osare, dando il mas­simo mettendo a frutto tutto quello che hanno imparato negli anni in cui hanno frequentato il Toastmasters.

Come si svolge uno Humorous Speech Contest?
Ogni partecipante potrà scegliere liberamente l’argomento di cui parlare e avrà a disposizione da 5 a 7 minuti.

La squadra dei giudici valuterà per ogni discorso: contenuto (content), contenuto, esecuzione (delivery) e linguaggio (language).

Ogni sezione avrà un peso specifico: il contenuto 55% della valutazione, l’esecuzione 30% e il linguaggio 15%.

La valutazione del contenuto pre­vede queste voci:
sviluppo del discorso
efficacia
valore del discorso
risposta del pubblico

L’esecuzione pre­vede queste voci:
linguaggio del corpo
voce
modalità

Il linguaggio pre­vede invece queste voci
appropriatezza
correttezza

Alcuni consigli per chi sta pre­parando uno Humours Speech
I tempi di ogni discorso nei contest sono ancora più ferrei e rigidi: calcolate anche i tempi per le risate del pubblico.

Se volete illustrare il punto chiave con più esempi, mettete il più debole all’inizio e il più forte alla fine.

Costruite il discorso in modo che abbia dei moduli opzionali: se siete in ritardo, potete sempre saltarli.

Studiate una chiusura del discorso che faccia morire dal ridere.

Se volete potete prendere spunto anche da queste lezioni per scrivere un racconto comico: i principi di base sono molto simili.

In bocca al lupo a tutti i partecipanti!

Davide

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Ho fatto goal!

Contributi

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Cari amici,

 La partita in trasferta allo IULM si è conclusa!!

Vi starete chiedendo: “L’attaccante Martina avrà segnato il suo secondo goal?!”

Eccomi pronta “in sala stampa” a raccontarvi la mia moviola!

Tutto era pronto… ottimo clima, un buon prato e un tifo da stadio, avevo con me anche i miei piccoli portafortuna che desideravo diventas­sero i protagonisti di quei sette importanti minuti; un caro libro d’infanzia — il Piccolo Principe — e due piantine di rosa: la prima appena sbocciata e la seconda quasi in fiore.

Grazie a loro volevo trasmettere la gioia dell’amicizia con la A maiuscola… per la quale s’impara ad “innaffiare, riparare e ascoltare” il proprio amico ogni giorno.

Arriva  il momento! Volevo scendere in campo e dare il meglio di me… come se stessi per calciare il mio calcio di rigore, proprio così: perché sentivo tutta l’attesa  della sala che desiderava ascoltare il discorso.

Il pallone era lì, davanti a me… prendo la rincorsa e… corro spedita pronta a fare goal!

Non c’erano né la porta né il portiere eppure, giunto il pallone, mi sono fermata; il tanto temuto blackout è arrivato: vengo parata dall’ansia e dalla memoria che mi bloccano a tirare fuori l’energia e la voglia che avevo di fare centro nel cuore di tutti gli spettatori.

Scatta così l’applauso d’incoraggiamento che, se da un lato mi ha para­lizzato ancor di più, perché dimostrava che qualcosa non stava andando nel verso giusto, dall’altro mi ha spinto a rialzarmi. Così ho fatto: in quei pochi istanti ho pensato che dovevo farcela… il mes­saggio che volevo pas­sare era troppo grande e troppo importante per me che non poteva non volare!

Mi sono aggrappata forte ai colleghi che hanno creduto in me e che mi hanno permesso di essere parte di quella particolare serata;  così ho di nuovo ripreso la rincorsa e questa volta ce l’ho fatta: ho tirato forte il mio pallone verso il pubblico!

Non posso nascondervi la mia rabbia dei cinque minuti succes­sivi ma voglio invece soffermarmi sulla crescita che questa esperienza mi ha regalato.

Ora so che se sbaglio non succede nulla… So che devo cambiare approccio con il palco, con il pubblico e soprattutto con la mia ansia, lo sto già facendo! So quanto è importante sentire il calore dei propri colleghi… So vedere il giallo dove tutto è grigio nero… So che ci si può alzare… So che la stima cresce se si dimostra di voler imparare e non  di voler  solo vincere… Per me questo club sta diventando come una seconda famiglia!

Ho risposto alla vostra domanda?! Direi di si, ma voglio dirvelo a gran voce… Si, ho segnato il mio secondo Goal e ne sono ancora contenta!!!!!

L’ansia in fondo mi ha fatto solo un grande regalo… volevo trasmettere cosa fosse per me il senso dell’amicizia e mi son ritrovata, io stessa, a riceverlo. Quella sera ero io “la rosa” e son stata protetta, incoraggiata così tanto che ora le mie “spine” sono ancora più forti e desiderose di sostenermi nel mio pros­simo goal!

Martina Semeraro
Club Member

La mia prima esperienza con la valutazione

24 febbraio 2010 Angelo Mascaro Nessun commento
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Quando ero all’università, il momento più bello di ogni corso era quello dell’esame. L’atleta si allena anni per gareggiare alle olimpiadi ed ambisce a salire sul podio. Lo studente segue le lezioni, studia, dedica molto tempo ad imparare e dopo tanto lavoro merita anche lui il suo pre­mio. L’esame per me era quel pre­mio: il riconoscimento del mio impegno. Certo, si affronta la prova con ansia ed un po’ di paura, ma si guarda all’obiettivo e si dà il mas­simo per poter indos­sare la medaglia intorno al collo. La medaglia, per lo studente, è il bel voto sul libretto.

Analogamente, a Toastmasters vivo il momento della valutazione come la ricompensa per lo sforzo sostenuto. È difficile trovare le parole per descrivere il piacere che ho provato a leggere le valutazioni del mio ice breaker. Sappiate che è stato bellis­simo e, cari colleghi Toastmasters, voglio ringraziarvi tutti di cuore. Ognuno di voi ha saputo cogliere qualcosa di diverso, ha saputo incoraggiarmi e consigliarmi, ma soprattutto da moltis­simi di voi ho ricevuto un grandis­simo pre­mio: aver riconosciuto alcune delle qualità che per me è importante pos­sedere. Voi, che mi conoscevate da poco tempo, mi avete fatto un grande dono e di questo voglio ringraziarvi.

Venerdì scorso, sulla mia bacheca di Facebook, il mio alter ego virtuale “Esprime gratitudine per le opportunità che la vita gli offre e per le persone che mette sul suo cammino.” Bene, amici, quelle persone siete proprio voi: sono felice di avervi incontrato.

Angelo Mascaro
Club Member 

Allenamento prima… del match IULM!

Contributi

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Buon 2010 a tutti!!

Iniziamo quest’anno nuovo appena sbocciato in trasferta: il 12 gennaio saremo allo IULM di Milano!! Un sogno che diventa realtà!

Quale onore per me, studentessa come la gran parte degli ospiti che avremo in campo, ops!, in sala, vestire la maglia dello Speaker!

Mi trasformerò in un vero e proprio attaccante che con grande energia e a piena voce proverà a segnare il secondo  goal nella della mia carriera di Toastmaster!

Vi starete chiedendo : ”Qual è il suo pallone?!?”

Semplice: uno speech di circa sette minuti, ricco d’entusiasmo e frutto di continuo allenamento; proprio così! Anche noi, come i calciatori prima di una partita, facciamo qualche giro di riscaldamento ripetendo davanti lo specchio il nostro discorso.

Nel nostro club si respira davvero un bel clima… ci si diverte tanto e si conoscono sempre nuove realtà,  siamo tutti compagni di “gioco” e a fine partita si va a mangiar una pizza tutti insieme, non è un caso che con tutti, ma proprio tutti, ci si dia del tu!

Il Toastmasters è anche un’occasione per imparare a relazionarsi con chi ha molta più esperienza di noi… un’ opportunità per rubare le migliori strategie per raggiungere il nostro obiettivo.

Riuscire a parlar in pubblico senza sembrare troppo impacciati… controllando i numerosi battiti del cuore nel petto, la forte sudorazione delle mani e l’improvvisa scomparsa di salivazione… in una parola: dominare la tanto temuta ansia!

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Valutatrice e valutata

26 novembre 2009 Elena Casti Nessun commento
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La prima volta che mi sono ritrovata a effettuare una valutazione ero piuttosto pre­occupata: sarei riuscita a cogliere tutte le sfumature? Sarei stata capace di essere oggettiva e dare allo speaker degli spunti di miglioramento e un incoraggiamento a proseguire?

Si trattava un icebreaker, in quella particolare occasione, ho avuto l’impressione di non essere riuscita a fare granché: la persona che dovevo valutare era in grande difficoltà a causa della sua emotività e il discorso, pur pre­parato, non era stato fluido. Quando mi sono ritrovata a dare il feedback, l’unica cosa che mi sono sentita di fare è stata quella di complimentarmi per il coraggio di aver comunque affrontato una situazione di grande disagio personale, affrontando il discorso in una lingua che non era la sua lingua madre e mi sono concentrata sul soggetto: le sfide che lo speaker aveva affrontato nella vita e nel pre­parare l’icebreaker (e non erano poche). 

Quella persona si era davvero sfidata tanto e ho pensato che il minimo che potessi fare fosse riconoscerle lo sforzo fatto e incoraggiarla a tornare e dare altri discorsi. Purtroppo questo non è avvenuto e per me è stato davvero un dispiacere; avrei voluto seguirne la crescita nel club… 

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Rompere… il ghiaccio!

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Caris­simi colleghi Toastmasters,

Voltando la pagina del calendario siamo giunti a Novembre, è tempo di aggiornamenti…

primo fra tutti, il mio Ice Breaker!

Voglio raccontarvelo con una sola frase: emozione allo stato puro!

Ancora adesso, dopo tre settimane, quando mi capita di rivivere quella straordinaria giornata mi sale un’energia pazzesca!!

E’ proprio vero  che si rompe il ghiaccio… si sale sul “palco” e, per la prima volta, per ben 6 minuti circa, si hanno “cento” occhi che osservano, “cento” orecchie che ascoltano parola per parola… ed ognuna di esse racconta un pezzetto di Martina, ci sono anche un bel po’ di mani che scrivono, su tanti fogli bianchi, la loro impres­sione e tante bocche da cui ricevere numerosi sorrisi, complimenti e incoraggiamenti ma soprattutto punti di miglioramento.

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I miei primi passi nel Club…

15 ottobre 2009 Martina Semeraro 1 commento

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Caris­simi Colleghi Toastmasters…

È con grande entusiasmo, che posso iniziare a dare questo mio primis­simo contributo alla newsletter del Toastmasters Milan-easy Club!!!

Ora, tutti nel team sono miei compagni di viaggio: — è un Frizzante, Entusiasmante, Coinvolgente, Adrenalinico cammino quello che ho appena cominciato…posso davvero dire che sto muovendo i miei primi passi!

Ho scoperto l’ebbrezza e soprattutto l’ansia del momento “più atteso” di tutte le serate — Il Table Topic -  improvvisazione allo stato puro!! Ricordo ancora quei due momenti come se li stessi vivendo adesso: avevo una “paura folle” di sentire il mio nome, Martina…ma poi appena lo sentii, tutto questo timore si trasformò in energia e decisi, in pochi istanti, di mettercela tutta…e toccare con mano, come si pos­sono abbattere i nostri limiti. Mi alzo in piedi e — nel primo incontro — inizio ad interpretare quella frase, Pas­sione Marrone, — mentre nel secondo — inizio a praticare il Gibberish, il linguaggio dei bambini quando ancora non sanno parlare.

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“Yes-butter” o “Why-notter” ?

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“La vita è adesso” era una canzone di Claudio Baglioni qualche anno fa (ok, diversi anni fa !).

La stessa frase me la sono risentita in testa, qualche settimana fa, quando il nostro Pre­sidente Ivan Ottaviani mi ha proposto di ricoprire il ruolo di General Evaluator, in uno dei succes­sivi meeting del nostro Club Toastmaster.

Il General Evaluator, lo dice la parola stessa, dà il feedback su come si è svolto l’incontro nel suo complesso, sottolineando cosa è stato fatto bene e che cosa può essere fatto meglio; inoltre fornisce il suo supporto ad un team di valutatori, che invece danno il feedback su aspetti specifici del meeting quali uno speech, il rispetto del tempo a disposizione o l’uso della lingua italiana o inglese.

Tornando al titolo, da iniziale “Yes-butter” mi sono prima detto:”Si, mi piacerebbe farlo, ma è impegnativo, ho un sacco di altre cose da fare, è tanto che non vado a trovare i miei nipotini (non è vero !), ecc…”, cercando tutta una serie di scuse (gli inglesi la chiamano “the e-word”) per non fare il General Evaluator.

Poi mi sono detto: “Franco, la vita è adesso: il Club ha fatto tanto per te, adesso puoi fare qualcosa tu !”

Così ho accettato il ruolo e, devo dire, è stato esaltante, per tutta una serie di motivi.

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